Spesometro 2017: comunicazione IVA trimestrale cos'è e come funziona

Spesometro 2017: la comunicazione trimestrale IVA cos’è e come funziona (fatture attive, passive e liquidazione)

Come funziona la comunicazione trimestrale IVA e le liquidazioni periodiche, cos’è e come funziona il nuovo “Spesometro 2017” e quali dati inviare ogni 3 mesi all’Agenzia Entrate

Con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è entrato in vigore il 24 ottobre 2016 il D.L. n. 193/2016, decreto fiscale collegato alla manovra Finanziaria per il 2017, nel quale sono contenute importanti novità in materia di adempimenti Iva per imprese e professionisti.

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Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute

L’art. 4 comma 1 del D.L. 193/2016 prevede, a decorrere dall’anno 2017, che i contribuenti debbano trasmettere all’Agenzia delle entrate, con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, di quelle ricevute (comprese le bollette doganali), nonchè i dati delle relative note di variazione.

Quindi, l’adempimento già noto ai contribuenti come “spesometro”, non sarà più a scadenza annuale, ma dal prossimo anno diventa trimestrale: l’invio infatti va fatto entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre (ad esempio entro il 31/05/2017 dovrà essere trasmesso l’elenco dei dati del primo trimestre 2017).

I dati, da inviare in forma analitica secondo modalità che saranno stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, dovranno comprendere almeno:

  1. i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
  2. la data ed il numero della fattura;
  3. la base imponibile;
  4. l’aliquota applicata;
  5. l’imposta;
  6. la tipologia dell’operazione.

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Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva

L’art. 4 al comma 2 del citato decreto prevede poi che i contribuenti, soggetti passivi iva, trasmettano trimestralmente  una comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta. Fermo restando gli ordinari termini di versamento dell’iva dovuta in base delle liquidazioni periodiche effettuate, tale comunicazione deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, con modalità di invio e informazioni da comunicare che saranno definite dall’Agenzia con uno specifico Provvedimento.

Pertanto, per un contribuente che liquida l’iva mensilmente  non cambieranno gli ordinari termini di versamento dell’imposta (16/02/2017 per l’iva del mese di gennaio, 16/03/2017 per l’iva di febbraio, 16/04/2017 per l’iva di marzo), ma entro il 31/05/2017 dovrà essere trasmessa la comunicazione di dati delle liquidazioni mensili, mentre un contribuente trimestrale dovrà entro il 16/05/2017 versare l’iva relativa al I trimestre ed entro il 31/05/2017 effettuare il nuovo adempimento.

La comunicazione va presentata anche nell’ipotesi di liquidazione con risultato a credito, mentre ne sono esonerati:

  • i soggetti non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva (ad esempio i soggetti che hanno registrato esclusivamente operazioni esenti);
  • i soggetti non obbligati all’effettuazione delle liquidazioni periodiche (quali ad esempio i contribuenti minimi e forfettari), sempre che, nel corso dell’anno, non vengano meno le predette condizioni di esonero.

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Obiettivi del legislatore

Analizzate quindi le caratteristiche dei nuovi adempimenti ci chiediamo invece qual è l’obiettivo che il legislatore vuole raggiungere?

L’imposta sul valore aggiunto rappresenta il tributo con il più alto tasso di evasione, pertanto si è cercato di introdurre strumenti che possano contrastare tale fenomeno e che portino in breve tempo ad un incremento degli imponibili dichiarati a fini Iva e riducano gli omessi versamenti. I dati relativi alle liquidazioni iva ed allo spesometro comunicati trimestralmente dai contribuenti saranno infatti incrociati dall’Agenzia delle entrate, la quale metterà a disposizione del contribuente (o del suo intermediario) gli esiti derivanti  da tale incrocio, e se dai controlli eseguiti dovesse emergere un risultato diverso rispetto a quello indicato nella comunicazione il contribuente potrà:

  • fornire i chiarimenti necessari;
  • segnalare eventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente;
  • versare quanto dovuto avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso.

A fronte quindi di un previsto incremento del gettito erariale è necessario tuttavia anche valutare i maggiori costi che tali nuovi adempimenti comportano per i contribuenti i quali dovranno adeguare i propri software e programmi di contabilità oltre che sopportare l’onere amministrativo di dover effettuare tali nuove comunicazioni, oneri che solo per alcuni saranno parzialmente mitigati dal riconoscimento di un credito d’imposta una tantum di 100 euro per il relativo adeguamento tecnologico. Il credito d’imposta spetta infatti ai soggetti in attività nel 2017 che, nell’anno precedente a quello in cui il costo per l’adeguamento tecnologico è  stato sostenuto, hanno realizzato un volume d’affari non superiore ad euro 50.000.

Ricordiamo infine che a decorrere dal 2017 sono stati soppressi alcuni adempimenti, quali:

  • la comunicazione dei dati relativi ai contratti di leasing e di locazione (o di noleggio);
  • i modelli Intrastat relativi agli acquisti di beni e delle prestazioni di servizi ricevute.

Inoltre non è più prevista la presentazione della comunicazione annuale dati Iva mentre la dichiarazione annuale Iva deve essere presentata esclusivamente in forma autonoma (e non con il modello Unico): quella relativa all’anno 2016 entro il 28 febbraio 2017, mentre le successive entro il 30 aprile di ciascun  anno.

Inutile dire che in Danea siamo già al lavoro su queste specifiche per aggiornare Easyfatt entro la scadenza ;-)


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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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