Spesometro 2017: fermate le sanzioni dopo il caos degli invii

Spesometro 2017: fermate le sanzioni dopo il caos degli invii

Confermato il blocco delle sanzioni relative al primo invio, con scadenza 16 ottobre 2017

 

Come promesso dal Parlamento, il Governo si è impegnato a semplificare la questione dello spesometro, eliminando le sanzioni previste per gli errori commessi nell’invio dei dati relativi alle fatture del primo semestre 2017 (purché questi vengano sanati tramite un nuovo invio entro febbraio 2018) e riducendo il numero di informazioni da trasmettere all’Agenzia delle Entrate.

Le nuove disposizioni consentono inoltre il riepilogo cumulativo delle fatture aziendali con importo inferiore a 300 euro e la possibilità per i contribuenti di seguire un iter facilitato, inviando i dati annualmente o semestralmente. Decisione a cui si è giunti per trovare un accordo tra:

  • il Parlamento che chiedeva un solo adempimento;
  • e l’amministrazione finanziaria che spingeva per concedere un doppio invio anche nel 2018.

In aggiunta a ciò e a quanto appena detto sulle sanzioni dello spesometro 2017, va specificato che il Governo punta a semplificare le procedure, riducendo il numero dei dati e il numero dei documenti da inviare per le comunicazioni IVA, con l’obiettivo di eliminare il più possibile gli errori dei contribuenti.

Questo porta al mantenimento di informazioni fondamentali come le partite IVA degli individui coinvolti (o il codice fiscale per coloro i quali non sono professionisti-aziende), ma anche data e numero di fattura, imponibile IVA, imposta, aliquota applicata e tipo di operazione se l’IVA non è specificata.

Oltre a una più snella comunicazione dei dati nelle fatture, si riducono anche i documenti da inviare, grazie alla già citata registrazione cumulativa delle fatture in entrata-uscita con importo inferiore ai 300 euro e alla possibilità offerta ai contribuenti di segnalare soltanto i documenti riepilogativi. Inoltre la PA non è tenuta a spedire i dati delle fatture emesse ai consumatori.

Da precisare bene che il blocco delle sanzioni di cui si è parlato in precedenza riguarda solo il primo invio con scadenza lo scorso 16 ottobre e per il quale i contribuenti non devono versare né la multa compresa tra 200 e 2.500 euro destinata a coloro i quali hanno optato per la trasmissione facoltativa dei dati fattura, né i 2 euro previsti per ogni fattura spedita in modo errato.

Queste tutte le novità proposte a livello governativo in materia di spesometro: informazioni da conoscere a fondo per evitare di incorrere in penalità.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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