Business Plan per PMI

Come fare un Business plan per una piccola media impresa? Una Guida al piano ridotto per PMI

La Guida a come fare un Business Plan per la piccola e media impresa. Una guida passo passo alla redazione del tuo progetto imprenditoriale e alla direzione della tua strategia d’impresa

Il business plan è uno strumento molto importante per qualsiasi impresa, tanto importante che qui su Danea Voice abbiamo creato una ampia guida alla sua redazione chiamata “Come fare un Business Plan?La Guida completa di Danea“, ma spesso molte attività di successo nascono e crescono senza mai stilarne uno. Questo vuol dire che il business plan è inutile? Assolutamente no! Ma una puntualizzazione è d’obbligo:

Non tutte le imprese hanno bisogno dello stesso stile di business plan!

Un business plan completo (come quello descritto dalla nostra guida) è importante per molte imprese ed in molti frangenti, ma per molte altre un business plan completo in tutte le sue parti è eccessivo e può addirittura rivelarsi una enorme perdita di tempo e di denaro.

Alcune aziende hanno bisogno di un business plan “tradizionale”, uno strumento essenziale per attività altamente complesse, tendenzialmente imprese che cercano di fare qualcosa di innovativo e mai fatto, in qualsiasi campo (per intenderci anche un hotel con una proposta di servizi particolarmente fuori dai canoni potrebbe rientrare in questa categoria, non solo le start up innovative), oppure le attività che sono alla ricerca di finanziamenti. Questo tipo di business plan così completo permette infatti all’imprenditore di analizzare i rischi, gestire le incertezze e considerare tutte le criticità.

Tuttavia, molte piccole e medie imprese non hanno bisogno di un business plan in piena regola. Se l’impresa in questione opera in un settore tradizionale e non necessità di finanziamenti, c’è una buona probabilità che sia solo necessario un “mini” business plan. Esempi classici di queste imprese sono liberi professionisti di ogni genere, consulenti, allenatori, mestieri, artigiani, avvocati e professionisti della creatività, come anche tutto il settore del piccolo commercio.

Quindi la domanda e: Come fare un business plan adatto alla mia attività?

Anche se di questi tempi le incognite sono sempre di più, queste imprese operano in settori e con prodotti e servizi molto più semplici rispetto alle cosiddette start up innovative, perché si rivolgono ad un mercato già esistente con un modello stabile. Questo permette di ignorare le molte sezioni del business plan solitamente progettate per testare la fattibilità di una nuova idea di business e, se non si è in cerca di aiuto finanziario, è possibile evitare anche le informazioni solitamente necessarie a banche e investitori.

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Il mini business plan

Anche se “mini” il piano aziendale è essenziale per due ragioni fondamentali:

  • Il processo di sviluppo del piano è uno strumento prezioso che ti permette di vedere la l’idea d’impresa attraverso varie lenti e aspetti chiave per il successo dell’attività.

  • Il piano fornisce una visione e una direzione. Avere tappe ben definite aiuta a raggiungere gli obiettivi molto più velocemente.

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Come fare un Business Plan mini? I 3 elementi chiave (più uno!)

Piano di Marketing e Commerciale

L’elemento probabilmente più importante nella crescita di una piccola impresa è la capacità di attirare un flusso costante e crescente di clienti ideali. Il piano di marketing dovrebbe quindi identificare con precisione il cliente ideale e articolare in modo chiaro e semplice i valori e i plus differenziali del prodotto o servizio. Fondamentale sarà pianificare, inoltre, attività continue di ricerca di nuovi clienti.

Leggi anche: Piano di Marketing: 4 domande da cui partire

Piano finanziario

Per quanto buona sia l’idea d’impresa e per quanto azzeccata sia la strategia di marketing nulla funziona senza un adeguato supporto finanziario. La scelta migliore è partire con una previsione di 12 mesi delle entrate e delle spese, ed eventualmente, una previsione del flusso di cassa (il cosidetto cash flow) ovvero la misura in cui l’attività riuscirà ad auto-finanziarsi. Essenzialmente si tratta di rispondere a domande come: “Quanti soldi incasserò il mese prossimo?”, “Quando potrò permettermi di assumere il prossimo dipendente?”.

Exit Strategy (strategia di uscita)

La fase più trascurata dalle imprese spesso è quella della strategia d’uscita, ovvero le scelte che porteranno l’imprenditore a recuperare il capitale investito massimizzando il profitto. Avere una strategia di uscita chiara permette di costruire fin dai primi passi un cammino verso una meta ben definita. Un business plan deve sempre avere degli obiettivi di lungo termine da perseguire, questo permette di progettare al meglio gli step intermedi e la relativa gestione del percorso e degli eventuali incidenti. L’exit strategy potrebbe consistere nel rivendere ad un dato prezzo l’impresa, darla in gestione per cominciarne una nuova, aprire nuove sedi o filiali, farsi acquisire, vendere un brevetto ecc…

Agire, agire, agire

Negli affari l’azione è alla base di un buon progetto. Se hai una buona idea per un’impresa scegli il tipo di business plan che ritieni necessario, assicurati di includere ed esaminare le componenti fondamentali e tutte le caratteristiche rilevanti per il settore di riferimento e mettiti all’opera.

Se invece stai creando un business plan per un’attività già avviata un buon consiglio può essere di scegliere l’aspetto dell’impresa da rafforzare più urgentemente e crea il piano attorno a quello, lavorando sempre per priorità e tenendo bene a mente gli obiettivi!


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Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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