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Novità 2020: il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Legge di Bilancio – agevolazioni fiscali: Ecco quali sono le caratteristiche dei soggetti che possono beneficiarne

 

Tra le principali novità contenute nella Legge di Bilancio 2020, la Legge n. 160/2019, troviamo la sostanziale rivisitazione della disciplina delle agevolazioni fiscali per le imprese finalizzate agli investimenti in beni strumentali ed alla informatizzazione ed automazione dei processi produttivi previste dal Piano nazionale “Impresa 4.0”.

In particolare le agevolazioni che fino al 2019 erano note come “super-ammortamento”, “iper-ammortamento” e “super-ammortamento per i beni immateriali” da quest’anno saranno fruibili sotto la forma di crediti d’imposta per gli investimenti effettuati entro il 31.12.2020 ovvero a determinate condizioni entro il 30.06.2021.

In particolare la nuova disciplina prevede tre tipologie di investimenti agevolabili:

  1. investimenti aventi a oggetto beni diversi da quelli indicati nella Tabella A e B allegate alla Legge n. 232/2016, per i quali il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo;
  2. investimenti aventi a oggetto beni ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, per i quali il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40%;
  3. investimenti aventi ad oggetto beni ricompresi nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, per i quali il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15%.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: soggetti che possono beneficiarne

Analizziamo in questo primo contributo il punto uno dedicato al credito d’imposta per investimenti in beni “generici”, con la preliminare considerazione che si tratta di un beneficio sicuramente meno vantaggioso rispetto al super-ammortamento, vigente fino al 2019.

Da un punto di vista soggettivo possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese (e i lavoratori autonomi) residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente:

  • dalla forma giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione;
  • dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Il beneficio pertanto spetta anche ai contribuenti in regime forfetario, fino allo scorso anno esclusi invece dal super- ammortamento.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: soggetti esclusi

Sono invece escluse le imprese in stato di:

  • liquidazione volontaria,
  • fallimento,
  • liquidazione coatta amministrativa,
  • concordato preventivo senza continuità aziendale,
  • altra procedura concorsuale prevista dal regio decreto n. 267/1942, dal codice di cui al D.Lgs 14/2019, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni,
  • imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, co. 2, del D.Lgs n. 231/2001.

Investimenti: le caratteristiche per accedere all’agevolazione

In particolare l’agevolazione viene riconosciuta alle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, ad esclusione:

  • dei beni indicati nell’art. 164, co. 1, del D.p.r. 917/1986,
  • dei beni per i quali il D.M. 31.12.1988 stabilisce aliquote di ammortamento fiscale inferiori al 6,5%;
  • dei fabbricati e delle costruzioni;
  • dei beni di cui all’allegato 3 annesso alla Legge n. 208/2015;
  • dei beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Per gli investimenti aventi queste caratteristiche il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo sostenuto nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro. Nel caso di investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Credito d’imposta: come si può utilizzare

Il credito d’imposta:

  • è utilizzabile in compensazione, con tributi e contributi, mediante il modello F24;
  • spetta in cinque quote annuali di pari importo;
  • è utilizzabile a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni.

Esempio

L’impresa DELTA S.r.l. ha acquistato nel corso del 2020 macchine d’ufficio sostenendo un costo complessivo pari ad euro 10.000.

Il credito d’imposta spettante sarà pari ad euro 600, utilizzabile in compensazione in 5 quote annuali da euro 120 ciascuna a decorrere dal 2021, ipotizzando l’entrata in funzione nell’anno 2020.

Infine la norma prevede che il credito d’imposta:

  • non concorra alla formazione del reddito nonché della base imponibile IRAP, pertanto è escluso da tassazione;
  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi
  • è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto.
Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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