E-commerce 2015 in aumento del 15%: l'Italia corre sull'on-line

E-commerce Italia 2015 la crescita segna +15%: lo Stivale corre sull’on-line

L’Ecommerce italiano vola e nel 2015 raggiungerà una crescita del 15%. L’Italia anche se in ritardo ha fretta di colmare il gap

Con una previsione di incremento nell’utilizzo dell’e-commerce pari al 15%, nel 2015 la vendita online di prodotti dovrebbe per la prima volta eguagliare quella dei servizi: questa l’aspettativa di una recente ricerca commentata da Alessandro Perego del Politecnico di Milano in occasione del decimo Ecommerce Netcomm forum, dove è stata presentata l’attuale situazione italiana relativa al commercio in rete.

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Consuntivo 2014

Stando ai risultati dello studio, il 2014 ha portato rispetto al 2013 oltre 200 milioni di transazioni digitali ed un incremento del valore complessivo del mercato di 22,1 punti percentuali. Una crescita incredibile confermata anche dalla presenza solo negli ultimi 3 mesi dell’anno di quasi 11 milioni di acquirenti abituali e di 16,4 milioni di e-shopper occasionali interessati per lo più a spendere via web:

  • per beni fisici come abbigliamento e libri (60%);
  • e per beni non materiali come applicazioni, musica e giochi (40%).

Nonostante il rapporto tra prodotti e servizi venduti resti piuttosto variabile durante le 12 mensilità, nel periodo estivo la richiesta di servizi è risultata maggiore grazie principalmente all’incidenza del turismo.

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Previsioni 2015

Come già anticipato in precedenza, si pensa che l’anno in corso porterà per la prima volta un pareggio tra le vendite online di prodotti e servizi nell’e-commerce nazionale B2c (verso consumatori): questa l’opinione di Alessandro Perego, che spiega con chiarezza quanto anche il nostro Paese si stia progressivamente (e finalmente) avvicinando ai mercati più evoluti.

Se nel 2014 il trend delle vendite dei siti web italiani ha raggiunto quota 13 miliardi di euro, alla fine del 2015 dovremmo addirittura arrivare a 15 miliardi di euro generando un incremento del 15%. Statistiche importanti che, secondo il managing director e-commerce di Banzai Edoardo Giorgetti, si avvalorano ulteriormente confrontando le vendite in rete dal 2007 ad oggi. In questo frangente, infatti:

  • il settore dell’abbigliamento ha moltiplicato le vendite x5 volte generando profitti pari a 2,2 miliardi di euro;
  • sono cresciuti molto anche i settori specializzati nella vendita di prodotti tecnologici e di articoli per la casa.

Rispetto agli anni passati, inoltre, si prevede che nel 2015:

  • calerà l’incidenza del turismo (pacchetti di viaggio, prenotazioni online e biglietti), passando dal 53% del 2007 al 37%;
  • resisteranno le assicurazioni mantenendosi stabili all’8%;
  • miglioreranno leggermente l’editoria e l’elettronica-informatica passando rispettivamente dal 2% al 3% e dal 10% al 13%.

Nonostante tali oscillazioni, sempre secondo Perego, tutti i settori analizzati continueranno comunque a crescere bene per effetto dei pure player (realtà che incentrano il proprio modello di business vendendo solo da internet, capaci di portare il 54% delle vendite complessive da e-commerce).

In questo particolare contesto, acquisiranno maggiore importanza anche le dot.com, la cui incidenza è passata negli ultimi anni dal 46% al 56% grazie principalmente al crescente peso dei cosiddetti marketplace (imprese come Amazon specializzate nella vendita di articoli forniti da partner terzi).

Questa l’attuale situazione dell’e-commerce nello Stivale: una panoramica piuttosto dettagliata che ci fa comprendere quanto anche le abitudini dei consumatori italiani stiano progressivamente cambiando con la diffusione delle nuove tecnologie digitali.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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