Fallimento di una Startup: quali sono le cause e come tutelarsi

Tutte le nuove attività hanno un elevato rischio intrinseco. Vediamo le cause di un possibile fallimento e le soluzioni per cautelarsi.

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Nell’ultimo decennio il termine start up ha assunto un significato via via più ampio, diventando sinonimo di impresa neo-costituita. Facciamo però chiarezza sul termine.

Investopedia attribuisce alle startup le seguenti caratteristiche principali:

  • l’azienda si trova nelle fasi iniziali dell’attività.
  • I fondatori finanziano la startup e possono cercare di attrarre investimenti esterni prima di farle decollare.
  • Le fonti di finanziamento sono inizialmente la famiglia e gli amici, quindi i venture capitalist, il crowdfunding e i prestiti.
  • Le startup devono anche considerare la legislazione e la forma giuridica dell’attività.
  • Comportano un rischio elevato, poiché il fallimento è molto probabile.

Affinchè una startup sia anche innovativa, l’impresa dovrà avere delle caratteristiche distintive riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico:

  • ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico.
  • Sostiene spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione.
  • Impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale).
  • È titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

Secondo la definizione il termine start-up, sia essa tradizionale o innovativa, di fatto è quasi coincidente con quello di impresa neocostituita; pur rimanendo diversa dal termine spin-off, col quale si indica un’attività nata e connessa a una imprese già solida e operante.

In merito ai rischi delle startup, basti pensare che per le startup innovative il MiSE ha stabilito delle agevolazioni dedicate che consistono in incentivi, deroghe, proroghe e il “fail-fast”.

Pertanto, accertato che le startup, così come le imprese neocostituite, hanno un tasso di insuccesso molto elevato, quali sono le componenti determinanti per il successo o il fallimento? Abbiamo identificato 4 cardini in grado di sostenere un’iniziativa di successo o, viceversa, farla cadere.

Le cause del possibile fallimento di una startup

La relazione tra i fondatori

Il caso di Facebook è emblematico. Un’azienda fondata da più persone alla fine è rimasta nelle mani di un unico dominus, attualmente con oltre il 15% delle quote.

Il caso denota una volontà di imporsi che, se da un lato sembra aver danneggiato i co-fondatori, alla fine ha permesso all’impresa di avere una leadership solida, che si identifica principalmente in un leader unico.

Le relazioni di amicizia, inestimabili nella vita, potrebbero portare a una gestione condivisa potenzialmente in grado di limitare la reattività e deviare la ferma direzione delle scelte strategiche.

Il capitale Una startup che si basa unicamente sul capitale del fondatore o dei suoi familiari/amici, resta esposta al rischio di esser come canne al vento e non sostenere quelle spese impreviste relative a materiali, persone, tasse, adempimenti.

Per quanto una startup sia innovativa non può prescindere dalla disponibilità di un Partner, sia esso persona, Impresa o istituto finanziario, che la sostenga almeno fino a un parziale consolidamento del business.

1. La ricerca

Un’impresa altamente innovativa veicola sul mercato prodotti o servizi diversi, che se di successo saranno prontamente emulati dai concorrenti. È questa la competizione del mercato, nel quale le grandi imprese dotate di risorse economiche e umane possono attivarsi per recuperare rapidamente e con efficacia il terreno perduto… col vantaggio di aver imparato dalle esperienze della startup!

Pertanto la startup, così come ogni azienda, dovrà agire pensando alle due mosse successive, per continuare ad anticipare l’innovazione, e arrivare a distinguersi ed essere riferimento per i suoi clienti.

2. Gestione dei pagamenti

Potrà sembrare un aspetto ovvio, ma essere pagati resta una necessità per ogni impresa, che si tratti di artigiani del legno o del produttore dei software più evoluti.

Non a caso le imprese più solide dispongono di personale dedicato a incassare le fatture.

Nelle prime fasi di attività -e di solito anche dopo decenni di attività- vendere è il mantra del commerciale e dell’imprenditore, mentre per l’amministrazione la parola d’ordine è essere pagati.

Questa dinamica riveste ancor più importanza poiché le modalità di pagamento possono costituire anch’esse una componente di innovazione rispetto a servizi e prodotti già offerti dalla concorrenza.

Considerato il ruolo fondamentale che ha essere pagati e l’impatto che hanno le insolvenze, è importante disporre di qualcuno il cui lavoro è gestire i crediti connessi alle forniture che prevedono pagamenti differiti.

La professionalità nella gestione dei crediti risulta quindi indispensabile per organizzare le strategie commerciali e finanziarie: senza di essa le due funzioni potrebbero operare in contrasto, dal momento che il commerciale vende senza considerare i rischi  e la divisione finanziaria cercherà di incassare crediti che non sono più, purtroppo, esigibili.

Anche in questo caso prevenire permette di evitare la ricerca frettolosa di rimedi a situazioni che potrebbero non essere più sanabili.

Per questa componente di rischio sono disponibili dei supporti specializzati forniti da Imprese dedicate a valutare l’affidabilità dei clienti, incassare le fatture emesse e gestire i casi di insoluti anche a livello legale.

Come tutelarsi nelle relazioni commerciali con una startup

Sapere identificare una impresa neocostituita è quindi di fondamentale importanza, dato il rischio intrinseco che tale tipo di azienda possiede.

Difatti tutti i sistemi di valutazione evoluti non forniscono una valutazione del fido commerciale per questa tipologia, e possono valutarla con un grado diverso da “molto rischiosa”. Questo non significa che è sconsigliato intavolare relazioni commerciali con queste imprese , ma semplicemente che bisogna prestare la dovuta attenzione e magari cautelarsi con ulteriori accorgimenti.  

In quest’ottica, Danea Easyfatt integra dei controlli rapidi ed efficaci finalizzati a valutare la controparte attraverso indicatori sintetici e di facile lettura. Questi segnali vanno poi calati nella realtà imprenditoriale del caso, suggerendo diversi approcci al rischio, quando possibile.

Per facilitare i clienti, Danea collabora con Cheope Risk Management e la piattaforma Verifika.it per rendere disponibile il report informativo IMPRESA PLUS (Evo Premium): il documento viene evaso in tempo reale e contiene tutte le informazioni necessarie, interpretate con metodo ed esperienza, per facilitare la comprensione e aiutare le Imprese nel controllo e monitoraggio dei Clienti.

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L’unicità del servizio offerto da Danea in partnership con Cheope consiste negli eventuali e ulteriori approfondimenti diretti condotti da personale specializzato, che ti permetteranno di comprendere il rischio e anche le opportunità legate ai clienti attuali o potenziale, permettendoti di definire le strategie finanziarie e commerciali relative alla relazione col Cliente.

Sono avvocato civilista iscritto all’Ordine degli Avvocati di Piacenza e mi occupo esclusivamente di recupero crediti presso Cheope Credit & Risk Management.

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