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Recupero Crediti e Procedure Concorsuali: il recupero dell’IVA diventa più veloce

Recupero Crediti e Procedure Concorsuali

Dal 26 maggio 2021 sono cambiate le modalità con cui un’impresa può procedere al recupero IVA sui propri crediti insoluti.

 

Il tema del recupero IVA sui crediti insoluti è un problema sempre più attuale.

La pandemia ha creato problemi non solo dal punto di vista sanitario ma anche una forte crisi di liquidità.

Tutto ciò si riflette sulle aziende, sui tempi di pagamento delle fatture che si allungano sempre di più e sui crediti cosiddetti “insoluti”.

Dal 26 maggio scorso sono cambiate le modalità con cui le imprese possono procedere al recupero IVA sui crediti insoluti.

Infatti con l’entrata in vigore del Decreto Sostegni-bis (D.L. 25 maggio 2021 n.73) e con la nuova procedura introdotta, si permette alle imprese con clienti insolventi, di recuperare più rapidamente la liquidità necessaria attraverso l’emissione della nota di credito IVA.

Vediamo quando e come e a quali condizioni poterlo fare.

Imprese con crediti insoluti: le novità del decreto sostegni bis

L’art.18 del Decreto Sostegni bis modifica di fatto la disciplina relativa relativa alla variazione dell’imponibile ai fini IVA e di conseguenza del diritto del creditore alla detrazione della variazione di imposta nel caso di impossibilità di recuperare il proprio credito dal creditore insolvente.

La riforma è da accogliere con favore, in quanto assicura una tutela immediata al creditore che può aver versato un’imposta anche elevata, mai recuperata dal debitore.

La norma tuttavia, non specifica espressamente l’irrilevanza dell’effettiva partecipazione del creditore alla procedura concorsuale – ma si applicherà, comunque, la normativa comunitaria secondo l’interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia C-146-2019 – che limita la sua portata alle sole procedure concorsuali avviate successivamente alla sua entrata in vigore.

Nel decreto vengono prese in considerazione due situazioni riguardanti il debitore:

  1. una procedura concorsuale;
  2. una procedura esecutiva.

La grande differenza è legata al punto 1) quello relativo alle procedure concorsuali.

Il Creditore può richiedere il recupero IVA dei crediti insoluti già alla data in cui il debitore è assoggettato a una procedura concorsuale e non già al concludersi di questa.

I tempi di emissione della nota di variazione

La nuova norma interviene sull’articolo 26 del DPR 633/72, concernente le variazioni dell’imposta e dell’imponibile intervenute dopo l’emissione della fattura, consentendo, in caso di mancata riscossione dei crediti vantati nei confronti di cessionari o committenti coinvolti in procedure concorsuali, di effettuare le variazioni in diminuzione dell’IVA addebitata in fattura senza dovere attendere che sia definitivamente accertata l’infruttuosità della procedura medesima, come previsto dalla previgente disciplina.

In presenza di procedure concorsuali avviate successivamente all’entrata in vigore della norma, ovvero dopo il 26 maggio 2021 (giorno successivo alla pubblicazione in G.U del D.L. 73/2021), l’inizio di decorrenza del termine (c.d. dies a quo) da tenere in considerazione per operare le rettifiche Iva in oggetto saranno dunque i seguenti:

  • dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento;
  • dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa;
  • dalla data del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo;
  • dalla data del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Resta invariata la disciplina prevista per le altre procedure di risoluzione della crisi (introdotta dal DLgs. 175/2014), che prevede l’emissione delle note di variazione in diminuzione a partire dalla data del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debiti (ex art. 182-bis della legge fallimentare) o dalla data di pubblicazione nel Registro delle imprese di un piano attestato (ai sensi dell’art. 67, comma 3 , lettera d) della legge fallimentare).

Una riforma in linea con le direttive europee

La relazione di accompagnamento al DL Sostegni-bis evidenzia che le modifiche apportate al citato articolo 26 risultano conformi ai principi dell’ordinamento europeo e in particolare alla previsione di cui all’articolo 90 della direttiva 2006/112/CE (direttiva Iva), il quale, quanto meno, rimette agli Stati membri la facoltà di stabilire se e a quali condizioni riconoscere il diritto alla riduzione della base imponibile e dell’imposta, in caso di mancato pagamento in tutto o in parte del corrispettivo, partendo dal principio fondamentale del sistema Iva, secondo cui la base imponibile è costituita dal corrispettivo realmente ricevuto.

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Nell’attuale contesto, l’allineamento delle norme interne ai principi comunitari, oltre a essere doveroso a livello normativo, riveste carattere di sostegno all’economia e di misura di prevenzione rispetto all’innescarsi di un pericoloso effetto dòmino con pesanti ricadute sul sistema dei pagamenti.

Una misura di sostegno alle imprese e all’economia

La possibilità per il fornitore di recuperare l’IVA al momento dell’apertura della crisi d’impresa, senza attendere gli anni necessari alla sua definizione, è una risorsa finanziaria necessaria alla sopravvivenza delle attività economiche e l’auspicata ripartenza.

A ciò, dunque, mira la nuova norma, consentendo di recuperare l’IVA al momento dell’avvio della procedura concorsuale, fermo restando l’obbligo di effettuare nuovamente il versamento qualora parte del corrispettivo venisse successivamente incassato.

Il controllo dei crediti insoluti come leva per ottenere vantaggi fiscali

Grazie al Decreto Sostegni-bis il recupero IVA diventa sicuramente più rapido, ma non basta per ottenere i vantaggi fiscali.  È necessario per il creditore mettere in campo l’azione di controllo dei propri crediti insoluti e dei relativi clienti insolventi dal punto di vista delle procedure concorsuali attive.

Per verificare se esiste uno stato di insolvenza ufficiale (ovvero l’esistenza di una procedura attiva) si possono utilizzare i report che Cheope mette a disposizione all’interno del gestionale Easyfatt.

Tali informazioni sono presenti sia nei report per la verifica dell’affidabilità creditizia che nei report per coadiuvare l’attività di recupero i cosiddetti report patrimoniali.

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Il servizio è realizzato da Cheope Risk Management, azienda specializzata in Risk & Credit Management e presente sul mercato dal 1988 (per ulteriori informazione scrivere a info@verifika.it).

Alberto Pelò

Sono avvocato civilista iscritto all’Ordine degli Avvocati di Piacenza e mi occupo esclusivamente di recupero crediti presso Cheope Credit & Risk Management.

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