Documento di trasporto DDT

Documento di trasporto o DDT: cos’è, come si compila e a cosa serve? Normativa e oltre

Danea ti spiega cos’è, come si compila e a cosa serve il DDT o documento di trasporto. Dalla normativa e oltre

 

Con l’emanazione nell’agosto 1996 del D.p.r. 549/96 è stato introdotto nel nostro ordinamento il documento di trasporto (“ddt”) in sostituzione della soppressa “bolla di accompagnamento” nota come bolla di accompagnamento o bolla di trasporto delle merci viaggianti; a seguito di tale modifica normativa i beni viaggianti, salvo alcune eccezioni, non devono più essere accompagnati da alcun documento qualora la relativa fattura venga spedita o consegnata al cessionario entro le ore 24 del giorno di effettuazione dell’operazione.

 

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Come redigere un documento di trasporto: i dati obbligatori del DDT

Quali sono le caratteristiche del documento di trasporto? Il DDT deve essere emesso in duplice copia, una da trattenere e conservare a cura del cedente e l’altra da consegnare al cessionario, non sono previsti vincoli di forma, di dimensione o di tracciato e, come disposto dall’art. 1 del D.p.r. 472/1996 il documento di trasporto deve contenere:

  • il numero progressivo;
  • la data di consegna; nel caso in cui la data di compilazione del documento e la data di consegna dei beni non coincidano per esigenze organizzative dell’impresa, come precisato nella C.M. 249/E/1996 è necessario comunque indicare sul documento la data di consegna o trasporto;
  • le generalità dei soggetti coinvolti, ovvero ditta, denominazione o ragione sociale in caso di imprese o società o nome e cognome in caso di persone fisiche. Va indicata poi la residenza o il domicilio e in caso di soggetti non residenti l’ubicazione della stabile organizzazione;
  • se il trasporto viene affidato a soggetti terzi dovranno essere indicate le generalità dell’impresa trasportatrice ma non quelle del soggetto che materialmente esegue il trasporto. Inoltre nel caso in cui il trasporto venga effettuato da più vettori è sufficiente indicare le generalità del primo di essi;
  • la natura, la qualità e la quantità dei beni oggetto del trasporto; per la quantità si deve reputare sufficiente l’indicazione in cifre, non essendo necessaria l’indicazione in lettere.

Al documento di trasporto è equiparato qualsiasi altro documento, (ad esempio la nota di consegna, la lettera di vettura, la polizza di carico, etc.), purchè il documento contenga gli elementi essenziali sopra evidenziati.

Come detto in premessa i beni oggetto del trasporto non necessariamente devono essere accompagnati da un documento durante il trasporto, il quale può essere inviato o spedito anche separatamente purchè entro le ore 24.00 del giorno della consegna a mezzo posta corriere o fax ovvero sotto forma di documento informativo.

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Le modalità di conservazione del d.d.t. documento di trasporto

Il documento di trasporto è soggetto all’obbligo di conservazione analogo all’obbligo previsto  per gli altri documenti rilevanti ai fini IVA, disciplinato dall’art. 39 del D.p.r. 633/1972, ovvero fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al  corrispondente periodo d’imposta.

A fini civilistici l’art. 2220 del Codice Civile prevede invece che i documenti di trasporto debbano essere conservati, sia dall’emittente che dal destinatario, per dieci anni dalla data della loro emissione.

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Utilizzo del ddt: quando il documento di trasporto è obbligatorio

E’ obbligatorio emettere il documento di trasporto in due circostanze previste dalla normativa IVA:

  • per potersi avvalere della fatturazione differita;
  • per la movimentazione di beni a titolo non traslativo della proprietà.

Fattura differita e documento di trasporto

Nel caso di cessione di beni mobili il termine di emissione della fattura varia a seconda che la consegna o la spedizione avvenga utilizzando il ddt (o un altro documento idoneo) o meno.

In caso di fatturazione immediata, quindi in assenza di un documento di trasporto, la fattura deve essere emessa entro le ore 24.00 del giorno di consegna di spedizione dei beni, mentre sarà possibile avvalersi della fatturazione differita, con emissione della stessa entro il giorno 15 del mese successivo alla consegna o spedizione se la movimentazione dei beni risulti da documento di trasporto (o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali e’ effettuata l’operazione) avente le caratteristiche determinate con il D.p.r. 472/1996.

Esempio

La ditta Beta S.r.l. consegna merci in data 05.07.2017 al proprio cliente Alfa s.n.c., accompagnando le stesso con un documento di trasporto. Beta potrà emettere la relativa fattura entro il 15.08.2017.

Il documento di trasporto senza vendita, o DDT a titolo non traslativo della proprietà

Nel caso di movimentazione di beni non destinati alla vendita, al fine di superare le presunzioni di acquisto e di cessione dei beni stessi previste dalla normativa Iva (art. 53 del D.p.r. 633/1972) sarà necessario utilizzare un documento di trasporto che contenga l’espressa indicazione della causale non traslativa della proprietà, come ad esempio nei casi di invio di beni in c/lavorazione, in c/deposito o comodato, in c/prova, in c/riparazione…

Attenzione: indicare una causale specifica nel caso in cui non vi sia trasferimento della proprietà del bene è obbligatorio (nel caso di trasferimento della proprietà può essere anche omessa), perchè la mancata segnalazione della causale del trasporto all’interno del DDT sottintende automaticamente il passaggio di proprietà del bene e questo può risultare problematico nel caso di una eventuale contestazione da parte dell’amministrazione finanziaria.

Ecco alcuni esempi delle causali che è possibile indicare come passaggio di beni a titolo non traslativo della proprietà:

  • Conto visione: tipico di quando i beni vengono inviati al cliente per essere presi in visione e successivamente restituiti.
  • Prestito d’uso: questo è il caso in cui i beni in oggetto vengano inviati per poter essere utilizzati durante le lavorazioni.
  • Conto lavorazione: quando la merce viene inviata al fornitore per essere lavorata, rimanendo di proprietà del cliente. Conclusa la lavorazione la merce sarà riconsegnata com’era o trasformata in prodotto finito della lavorazione di più beni.
  • Omaggio: in questo caso è da ricordarsi assolutamente l’obbligo dell’emissione della fattura per la rivalsa dell’IVA.
  • Conto riparazione: da indicarsi se si tratta di una riparazione in garanzia oppure no
  • Reso: in questo caso se si trattiene la merce resa si emette una nota di credito, diversamente viene inviato altro materiale in sostituzione di quello reso.
  • Tentata vendita: forse è il caso più particolare, in cui si conclude la vendita direttamente presso la sede del cliente con contestuale consegna dei beni. E’ il caso classico del venditore che carica sul proprio mezzo un quantitativo di merce e cerca poi di piazzare ai vari clienti consegnando immediatamente la merce che riesce a vendere.

Come previsto poi nella C.M. 225/E/1996 il documento di trasporto dovrà essere conservato sia dal soggetto emittente che dal soggetto destinatario dei beni stessi.

Infine nel caso di operazioni internazionali il documento di trasporto può essere utilizzato negli scambi intracomunitari come mezzo di prova per dimostrare l’avvenuta operazione, mentre nel caso di esportazioni  non è previsto l’utilizzo del ddt, in quanto per l’espletamento delle pratiche doganali viene richiesta la fattura immediata.


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Danea

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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6 commenti su “Documento di trasporto o DDT: cos’è, come si compila e a cosa serve? Normativa e oltre
  1. jesisca scrive:

    salve è possibile creare dei ddt con una numerazione diversa da 1,2,3…etc? per esempio il mio clienti mi chiede che sulla fattura compaia un ddt n° serv201600005236, posso crearne uno e dagli quella numerazione?

    • Danea Danea scrive:

      Ciao Jessica, non ci è chiara la situazione purtroppo, il nostro consiglio, se sei cliente Danea, è di contattare gli esperti del servizio assistenza per trovare la soluzione più adatta.

      Puoi chiamare il 049.825.77.96 dal Lunedì al Venerdì dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30.

  2. Gianna scrive:

    Gentilissimi,
    a seguito di un DDT emesso al cliente per un prestito d’uso, è possibile che il fornitore emetta lui stesso un DDT di reso da prestito d’uso al momento che ritirerà la sua merce presso il cliente, in deroga alla regolare procedura dove sarebbe il cliente che dovrebbe emettere il DDT di reso della merce ricevuta in prestito d’uso ?
    Se sì, il fornitore dovrà firmare il DDT come conducente e come destinatario, pertanto il cliente sarà comunque tenuto a firmare il DDT quale autorizzazione al reso ?
    Grazie per la disponibilità e buona giornata.

  3. Laura scrive:

    buongiorno, avrei questo quesito da porvi:
    emetto ddt per c/lavorazione ad un ns. fornitore, successivamente il fornitore emette ddt per reso da c/lavorazione. E’ possibile collegare le due cose in Danea? o mi sfugge qualcosa?

    • Danea Danea scrive:

      Ciao Laura, una buona prassi potrebbe essere:
      1- creare l’arrivo merce
      2- allegare all’arrivo merce la scansionne del ddt emesso dal fornitore per reso da c/lavorazione
      3- annotare tra le note interne (dell’arrivo merce) il riferimento al ddt per c/lavorazione da noi emesso (se non citato nel ddt del fornitore)

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