Fatturazione elettronica 2019: addio Split Payment e Reverse Charge?

Fatturazione elettronica per tutti nel 2019: che sia ora di dire addio a Split Payment e Reverse Charge?

In attesa dell’ok definitivo dell’UE, sono molti i pareri che si susseguono in materia di fatturazione elettronica ed emergono alcuni rilevanti contrasti

 

Negli ultimi mesi si parla sempre più di fatturazione elettronica obbligatoria “universale” (verso la PA, B2B e verso privati consumatori).

Notizia recente è quella riguardante il primo via libera dell’Unione Europea all’estensione generalizzata degli obblighi di fatturazione elettronica tra privati. Con estrema probabilità, non essendoci ragioni per un diniego da parte del Consiglio dell’Unione, verrà accolta la proposta avanzata dalla Commissione europea di deroga per l’Italia.

In attesa dell’ok definitivo dall’UE, sono molti i pareri che si susseguono in materia. Ha attirato la nostra attenzione, in particolare, un interessante articolo del Sole24Ore di venerdì 9 febbraio in cui viene messa in luce la coesistenza contrastante fra split payment e fatturazione elettronica.

Ma, procediamo per passi. Non sono mancate le valutazioni in merito alla richiesta di deroga presentata dall’Italia, e queste hanno messo in luce alcuni punti importanti.

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La deroga a termine

L’Italia per poter estendere la fattura elettronica ai rapporti tra privati necessita di una deroga alla norma vigente. Il documento della commissione propone di estendere la deroga fino al 31 dicembre 2021. Una volta esaurito il termine di deroga l’Italia dovrà, per richiederne l’eventuale estensione:

  • presentare un resoconto dettagliato in cui venga dimostrata l’efficacia del provvedimento nei confronti della lotta all’evasione dell’IVA (motivazione italiana della richiesta);
  • una valutazione degli effetti su imprese, professionisti e gli altri soggetti passivi IVA in termini di oneri e costi amministrativi.

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Regimi forfettari e regimi di vantaggio

Certo, i soggetti in regime di vantaggio e in regime forfettario sono esonerati dal meccanismo di emissione di fattura elettronica, ciò non toglie che debbano comunque adoperarsi per poter ricevere le fatture in formato elettronico, essendo un provvedimento che riguarda tutte le partite IVA.

NB: il documento della Commissione europea del 18 gennaio scorso propone di liberare questi soggetti da qualsiasi adempimento.

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Split payment e fatturazione elettronica

Ciò che desta maggior interesse, però, è l’aperto contrasto che guida le motivazioni alla base delle richieste italiane di deroga all’UE per la fatturazione elettronica da un lato, e per lo split payment dall’altro.

Se, per la fatturazione elettronica l’obiettivo dichiarato è quello di ridurre drasticamente le tempistiche di controllo di coerenza fra l’IVA dichiarata e l’IVA versata, passando dai 18 mesi attuali a soli 3 mesi.

Per lo split payment, veniva richiesto il prolungamento della deroga fino al giugno del 2020 per riuscire a sviluppare nel frattempo un metodo di controllo anti evasione efficace basato sui dati disponibili.

Il contrasto fra le due motivazioni è palese. E l’autore del Sole 24 Ore Raffaele Rizzardi lo sottolinea chiaramente:

È palese che le due motivazioni sono in aperta contraddizione. Delle due l’una: o non crediamo nell’efficacia della fatturazione elettronica e allora continuiamo sino al 2020 con lo split payment, o – come dovrebbe essere – passiamo alla fatturazione elettronica perché siamo sicuri che migliorerà l’accertamento, e quindi cancelliamo subito lo split payment. Ma a questo punto anche il reverse charge. Entrambi generano inutili e costose complicazioni.



Alessia

Dopo la maturità inizia la mia avventura da cafoscarina, che mi porterà alla laurea in Marketing e Comunicazione. Il contatto, professionalmente parlando, con il mondo "dell'internet" in tutte le sue ...

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