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Ferie non godute: regole e divieti per le aziende

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Le ferie non godute non possono, di solito, essere pagate al dipendente. Ma ci sono eccezioni a questa regola e accorgimenti per evitare l’accumulo.

 

Il diritto di ogni lavoratore alle ferie annuali retribuite è sancito dalla Costituzione ed è un diritto irrinunciabile.

La legge italiana prevede che i dipendenti debbano fruire di un minimo di 4 settimane di ferie e impone il divieto di monetizzare i giorni di ferie che spettano a ciascun lavoratore. Questo vuol dire che il lavoratore non può decidere (spontaneamente o dietro richiesta del datore di lavoro) di rinunciare ai suoi giorni di ferie in cambio di denaro. Le aziende che non rispettano queste regole possono essere multate o sanzionate in vari modi. Esistono però alcune deroghe a questi principi generali. Ecco alcuni consigli per organizzare al meglio le ferie dei tuoi dipendenti senza rischiare multe salate.

Ferie obbligatorie e divieto di monetizzazione

Partiamo innanzitutto dal definire quante e quali sono le ferie spettanti ai lavoratori in Italia. Delle quattro settimane di ferie attribuite dalla legge ad ogni dipendente, due vanno godute nell’arco dell’anno in cui sono state maturate, le altre due invece possono essere fruite entro 18 mesi dalla maturazione.

Per intenderci, le ferie maturate da un tuo dipendente nel 2019 vanno godute per metà entro il 31 dicembre 2019, il resto entro il 30 giugno 2021. Su queste 4 settimane di ferie obbligatorie vige il divieto di monetizzazione: non puoi impedire al tuo dipendente di usufruirne (neanche parzialmente) liquidandogliele poi in busta paga.

A questo divieto c’è una sola deroga: l’interruzione del rapporto di lavoro. Se un dipendente viene licenziato, si dimette o finisce il suo periodo di lavoro a termine senza aver usufruito di tutte le ferie maturate, allora è consentito (anzi, è dovuto) il pagamento delle ferie non godute. Accanto alle 4 settimane di ferie obbligatorie, possono essere poi previsti (dalla contrattazione collettiva o anche da contratti individuali che hai stipulato con singoli lavoratori) dei giorni di ferie ulteriori, che potremmo definire “contrattuali”. In questo specifico caso, viene meno il divieto di monetizzazione: il pagamento ferie non godute è ammesso dalla legge perché si tratta di giorni di ferie eccedenti il minimo legale. Sarà quindi possibile per il dipendente “barattare” uno o più giorni di ferie contrattuali con la relativa indennità.

Ferie non godute: come e quanto vengono pagate?

Ed eccoci ad un altro frequente interrogativo quando si parla di ferie e permessi non goduti: quanto vale un giorno di ferie? La risposta è molto semplice: esattamente quanto un giorno di lavoro.

L’indennità sostitutiva delle ferie è infatti composta dagli stessi elementi che concorrono a formare la retribuzione feriale. Si tratta di un’indennità di natura retributiva che va versata con apposita voce in busta paga e sulla quale vanno pagati anche i contributi previdenziali (dal datore di lavoro) e le tasse (dal lavoratore).

Ferie e permessi non goduti: le conseguenze per l’azienda

E veniamo ora alle conseguenze alle quali andresti incontro se un tuo dipendente non usufruisse, nei tempi previsti dalla legge, delle ferie obbligatorie.

Innanzitutto la tua azienda sarebbe obbligata a versare all’INPS i contributi previdenziali su ferie e permessi non goduti. In secondo luogo, rischieresti multe commisurate alla gravità dell’infrazione. L’importo minimo va dai 100 ai 600 euro, per aumentare dai 400 ai 1.500 euro se la violazione riguarda più di 5 dipendenti o si è protratta per almeno due anni, fino ad arrivare a un range che va dagli 800 ai 4.500 euro in caso di più di 10 dipendenti coinvolti o per una violazione protratta per almeno quattro anni.

Accanto alle sanzioni previste dalla legge, poi, i dipendenti coinvolti possono decidere di agire in giudizio contro l’azienda per ottenere il risarcimento del danno psico-fisico subito a causa del mancato godimento delle ferie, oltre a chiedere il godimento delle stesse.

Come evitare l’accumulo: ferie forzate e finestre temporali

Viste le sanzioni anche molto severe previste a carico delle aziende in caso di ferie e permessi non goduti dai propri dipendenti, è bene organizzarsi in modo da evitare che uno o più lavoratori accumulino un numero eccessivo di giorni di ferie per periodi troppo lunghi.

Per farlo molte aziende ricorrono, ad esempio, alle chiusure aziendali (di fatto ferie forzate) in periodi in cui sanno che la produttività sarà particolarmente bassa (per alcune, ad esempio, può essere agosto, per altre il periodo natalizio).

Altro espediente che ti consigliamo per prevenire il problema di ferie e permessi non goduti è quello di chiedere ai tuoi dipendenti di pianificare con dovuto preavviso le loro ferie all’interno di una o più finestre temporali da te preventivamente stabilite. In questo modo, la maggior parte delle assenze colpirà periodi in cui sai che l’attività aziendale sarà meno intensa. Inoltre avrai tutto il tempo per monitorare le ferie residue di ogni tuo dipendente ed intervenire se dovessi notare un accumulo che potrebbe diventare problematico nel tempo.

Naturalmente, non puoi obbligare un dipendente a prendere le ferie, ma puoi assicurarti, anche attraverso l’invio di comunicazioni scritte, che abbia chiara la tua disponibilità a fargliele godere entro i termini di legge. Se, nonostante ciò, il lavoratore continuasse a non chiederne la fruizione, perderebbe il diritto al pagamento ferie non godute e tu saresti sollevato da ogni responsabilità.

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Sono nato dalla mente di una giovane StartUp Italiana nel 2013. Amo avere tutto sotto controllo e pianificare ogni cosa, "organizzazione" è la mia parola d'ordine. Ho un look semplice e minimal, ma non ...

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