Finanziamenti alle imprese: il credito riparte dopo 6 anni

Finanziamenti alle imprese: il credito riparte dopo 6 anni di cali

Il credito riprende a crescere: dopo 6 anni aumentano i finanziamenti alle imprese, registrando nel 2015 un 14% in più rispetto all’anno precedente.

Nel 2015 i finanziamenti alle imprese ricominciano a crescere dopo 6 anni, arrivando a toccare quota 450,4 miliardi di euro: un aumento di 14 punti percentuali dal 2014 percepibile soprattutto grazie alle concessioni di prestito superiori al milione di euro (+22%), ma anche grazie alle cifre destinate alle piccole e medie imprese (+7%).

Nonostante siamo ancora lontani dalla situazione pre-crisi raggiunta nel 2008 quando il credito disponibile per nuovi business era pari a 681 miliardi di euro, l’incremento del circolante e degli investimenti registrato negli ultimi mesi porta l’intera Penisola ad una stabile ripresa dell’attività imprenditoriale.

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Dati 2015 dei finanziamenti alle imprese

Entrando nel dettaglio delle statistiche sappiamo che, per quanto riguarda i finanziamenti alle imprese da uno a cinque anni, l’aumento dei volumi nel 2015 è stato del 30%. Miglioramento per lo più dovuto sia alla ripresa della domanda interna, che alla particolare convenienza dei nuovi tassi di interesse proposti a livello nazionale.

Per meglio comprendere i vantaggi introdotti, basti ad esempio pensare che a dicembre dell’anno scorso il costo di tali prestiti si aggirava mediamente sull’1,74%, con uno scarto in eccesso di soli sei punti base rispetto alla Germania. Situazione favorita in buona parte da un netto calo del quantitative easing della BCE.

Se sui prestiti sotto il milione di euro i cugini tedeschi sono risultati più convenienti di 15 punti base, la situazione si è capovolta con i prestiti di importo superiore (1,26% contro 1,51%). Sfavorevole per noi invece il divario nei prestiti a lunga gittata, per i quali in Italia si è registrato uno spread:

  • sugli importi bassi: di 33 punti base tra uno e cinque anni e di 169 punti base oltre i cinque anni;
  • sugli importi alti: di 19 punti base tra uno e cinque anni e di 130 punti base oltre i cinque anni.

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Il contributo del risparmio

Nonostante questo, va comunque precisato che l’anno scorso le aziende italiane sono riuscite a produrre dei forti risparmi soprattutto sugli oneri finanziari. Infatti, l’importo complessivo preso a prestito fino al mese di dicembre 2015 per le nuove operazioni (pari a 43,6 miliardi) sarebbe costato nel 2014 circa 360 milioni di euro in più.

Questa la situazione aggiornata sul fronte dei finanziamenti alle imprese che, seppur con qualche alto e basso, testimonia l’effettiva volontà di un Paese finalmente deciso a riprendersi.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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