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Regime forfettario 2020 le novità: salvo ma con modifiche, facciamo il punto

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Cosa cambia per i forfettari nel 2020 dopo il dietrofront sul regime analitico nella Legge di Bilancio

 

Tutte le partite iva in regime forfettario in queste ultime settimane stanno sudando freddo vista la mole di annunci, proroghe e cambi di idea del Governo che è in cerca di una forma definitiva per il regime agevolato naturale.

Le modifiche previste dalla Legge di bilancio 2019 erano già importanti e sostanziali (la famosa flat tax), la manovra finanziaria 2020 ha invece rimescolato le carte in tavola cercando nuove strade e quadrature.

Cerchiamo però di fare il punto, dopo tanta confusione, sulle misure allo studio del Governo e presenti nelle ultime bozze della manovra:

  • Regime forfettario per i redditi fino a 30.000 euro: questo sembra per ora essere salvo e il parere degli osservatori esperti è praticamente unanime sul darlo per confermato.
  • Introduzione del regime analitico per la determinazione del reddito in base ai costi e ai ricavi effettivi per i redditi tra 30.000 e 65.000 euro: sembra un’ipotesi scartata in questo momento e tutto suggerisce che si vada a confermare un regime forfettario.
  • Obbligo del conto corrente dedicato alla professione: l’introduzione dell’obbligo di aprire un conto corrente dedicato all’attività professionale e imprenditoriale in regime forfettario è al centro di forti discussioni al momento e anche su questo il Governo sembra pronto a fare un passo indietro.
  • Fuoriuscita immediata dal regime forfettario nel caso di superamento del limite di 65.000 Euro: questa andrebbe a sostituire l’attuale regola di decadenza dal regime forfettario che in caso di superamento dei limiti è prevista dall’anno successivo a quello in cui avviene.
  • Il ritorno di questi requisiti per l’accesso al regime forfettario sembra ormai dato per scontato:
    • reintroduzione del limite di 30.000 euro da lavoro dipendente;
    • reintroduzione del limite di 20.000 euro per l’acquisto di beni strumentali;
    • reintroduzione del limite di 5.000 euro di compensi massimi corrisposti a dipendenti e collaboratori.

Anche quest’anno, alla fine dei giochi, si conferma la regola che gran parte di ciò che viene discusso e proclamato spesso non trova spazio nei testi definitivi delle norme, approvati dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana ma ancora in attesa di vedere la luce.

Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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