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Nuova Sabatini 2021: rifinanziamento, contributo unico e altre novità

Cosa cambia con la Sabatini 2021? Leggi le ultime novità della legge di Bilancio con le agevolazioni dedicate alle imprese.

 

Tra le misure previste in materia di agevolazioni alle imprese, l’art. 1, co. 95 L.178/2020 della  Legge di Bilancio 2021 ha introdotto alcune novità alla “Legge Sabatini”. La più importante riguarda il finanziamento in un’unica soluzione (e non più in 5 o 6 parti) a prescindere dall’importo del finanziamento/leasing richiesto e fermo restando il limite massimo di € 4 milioni.

Cos’è la Nuova Sabatini e perché è stata rifinanziata

La legge di Bilancio 2021 ha rifinanziato con € 370 milioni la misura chiamata “Nuova Sabatini” tramite il Ministero dello Sviluppo Economico. L’obiettivo è quello di rendere più facile l’accesso al credito delle imprese e migliorare la produttività del sistema Italia. Si tratta di un incentivo finalizzato a sostenere l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, beni strumentali, software e tecnologie digitali. Di seguito si riportano le novità previste per il 2021.

Finanziamenti per l’acquisto di beni strumentali e contributo in conto esercizio

Le modifiche apportate all’art. 2 del D.L. 69/2013 prevedono l’erogazione di un contributo in conto esercizio, a parziale copertura degli interessi relativi al finanziamento stipulato per l’acquisto (o acquisizione in leasing) di beni strumentali nuovi da parte delle PMI. In particolare viene disposta l’eliminazione della soglia di euro 200.000 entro la quale è prevista l’erogazione in unica soluzione (anziché in 6 quote annuali). 

L’eliminazione della predetta soglia consente l’erogazione del contributo in un’unica soluzione a favore delle PMI beneficiarie indipendentemente dall’importo del finanziamento (ad oggi prevista per le sole domande con finanziamento di importo non superiore a euro 200.000).

Contributo in un’unica soluzione: modalità di applicazione della nuova disposizione

Recentemente la circolare del MISE n. 434 del 10.02.2021 ha fornito indicazioni e chiarimenti in merito alle modalità di applicazione della nuova disposizione.

L’art. 1, co. 95, della legge n. 178/2020, ha infatti modificato la disciplina relativa alla misura agevolativa di cui all’articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,  (cosiddetta “Nuova Sabatini”), prevedendo che l’erogazione del contributo sia effettuata dal Ministero in un’unica soluzione per tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021, fermo restando il rispetto dei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa. 

Rimane, altresì, confermata l’erogazione del contributo in un’unica soluzione anche per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere: 

  • dal 1° maggio 2019 e fino al 16 luglio 2020, qualora presentino un finanziamento deliberato di importo non superiore ad euro 100.000, come già disposto dall’art. 20, co. 1, lett. b), del D.L. n. 34/2019;
  • dal 17 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, qualora presentino un finanziamento deliberato di importo non superiore ad euro 200.000, come già disposto dell’art. 39, co. 1, del D.L. n. 76/2020.

Domande antecedenti al 1° gennaio 2021 che non hanno i requisiti per ottenere il contributo in un’unica soluzione

Per quanto riguarda, invece, le domande trasmesse dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari in data antecedente al 1° gennaio 2021, che non presentano i requisiti per ottenere il contributo in un’unica soluzione, la circolare del MISE n. 434 precisa che  il contributo continua ad essere erogato in quote annuali (secondo il piano temporale riportato nel provvedimento di concessione che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento) in funzione anche delle risorse di bilancio annualmente disponibili in base alle autorizzazioni di spesa disposte sulla misura.

In tale caso le richieste di pagamento delle quote di contributo rimanenti vanno presentate con cadenza annuale:

  • non prima dei 12 mesi dalla precedente richiesta di erogazione;
  • entro i 12 mesi successivi.

In particolare l’impresa beneficiaria deve:

  • completare l’investimento entro il periodo massimo di 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca dell’agevolazione;
  • compilare l’attestazione dell’ultimazione dell’investimento (modello DUI) da inoltrare al Ministero tramite Piattaforma, previa apposizione della firma digitale del legale rappresentante o del procuratore.

Come attivare le verifiche amministrative propedeutiche al pagamento delle quote

Al fine di attivare le verifiche amministrative propedeutiche al pagamento della quota unica o della prima quota di contributo nel caso di domande trasmesse dalle PMI alle banche/intermediari finanziari in data antecedente al 1° gennaio 2021 che non presentano i requisiti, l’impresa beneficiaria deve:

  • compilare, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile nella piattaforma, la richiesta unica di erogazione (modulo RU) del contributo in conto impianti;
  • inviare al MISE il modello RU firmato digitalmente dal legale rappresentante / procuratore dell’impresa beneficiaria entro 120 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento e previo pagamento dei beni oggetto dell’investimento.

Ricevuto il modulo RU il Ministero procede entro sessanta giorni, nei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa, a erogare il contributo:

  • in un’unica soluzione o, in alternativa, 
  • la prima quota nel caso di domande trasmesse dalle PMI alle banche/intermediari finanziari in data antecedente al 1° gennaio 2021 che non presentano i requisiti per ottenere il contributo in un’unica soluzione;

sulla base delle dichiarazioni prodotte dalla PMI beneficiaria in merito alla realizzazione dell’investimento, previa verifica della completezza della documentazione inviata dall’impresa e acquisite le eventuali certificazioni rilasciate da altri soggetti pubblici.

Leggi anche: Legge Finanziaria 2021, le novità più interessanti.

Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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