Split Payment le liste dei soggetti e la richiesta di attestazione

Split Payment: le liste dei soggetti e la richiesta di attestazione

Chi sono i soggetti coinvolti dal “nuovo” regime di split payment e come fare richiesta di attestazione in caso di dubbi

 

Sono oltre 29.000 le pubbliche amministrazioni, degli enti e delle società che dal 1° luglio sono soggette al meccanismo del nuovo” split payment 2017.

Ciò che preoccupa di più i professionisti e le imprese che dal 1° luglio devono emettere fatture è non riuscire a individuare quali soggetti (enti e società) sono sottoposte allo specifico regime di scissione dei pagamenti.

Infatti, una delle principali novità apportate dal decreto legge al meccanismo dello split payment (recentemente prolungato fino al 2020), concerne proprio l’estensione dell’ambito applicativo alle operazioni effettuate nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato (articolo 1, comma 2, legge 196/2009), delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali e locali, nonché delle società quotate incluse nell’indice Ftse Mib.

Tutti gli operatori hanno pressato fortemente il MEF nelle scorse settimane per ottenere una lista pubblica dei soggetti coinvolti ed evitare errori e incorrere nelle relative sanzioni.

 

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I soggetti coinvolti nello Split Payment dal 1° luglio 2017

Nel dettaglio lo split payment è esteso dal 1° luglio 2017 ai seguenti soggetti:

  • tutte le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 2), del codice civile (controllo di fatto), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), direttamente dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni;
  • le società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), dalle società di cui sopra;
  • le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

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Split Payment 2017: gli elenchi aggiornati dei soggetti coinvolti

Aggiornamento del 14 luglio ’17

Il Dipartimento delle Finanze ha così pubblicato 5 diversi elenchi per un totale di 29440 soggetti così suddivisi:

  • 23480 unità – elenco delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto consolidato (punto A): elenco scaricabile in formato XLS;
  • 258 unità – elenco delle società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (punto B) e delle società controllate da queste ultime (punto E):  elenco scaricabile in formato XLS;
  • 133 unità – elenco delle società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (punto C) e delle società controllate da queste ultime (punto E) :  elenco scaricabile in formato XLS;
  • 5529 unità – elenco delle società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni (punto D) e delle società controllate da queste ultime (punto E) : elenco scaricabile in formato XLS;
  • 40 unità – elenco delle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana (punto F): elenco scaricabile in formato XLS.

Eventuali mancate o errate inclusioni potranno poi essere segnalate entro il 19 luglio e il dipartimento provvederà alla revisione degli elenchi.break-voice

Richiesta di attestazione da parte del fornitore

Ma, in caso di incertezza, che fare? Il legislatore fortunatamente è stato previdente e in sede di conversione, ha introdotto, un meccanismo con cui il fornitore può richiedere un’attestazione al soggetto potenzialmente sottoposto allo split payment per farsi confermare da quest’ultimo la sua posizione.

Chiaramente i fornitori devono, in primis, operare una prima selezione della propria anagrafica clienti identificando gli enti e società sottoposti allo split payment. In questo, gli elenchi pubblicati dal Dipartimento delle Finanze sono di grande aiuto.

In secondo luogo, per tutti i casi di incertezza (dovuta all’ampiezza della norma di riferimento) diventa fondamentale il meccanismo di attestazione previsto dalla norma. Il fornitore predisporrà una richiesta (il facsimile è trovabile qui sotto) diretta al cliente per ottenere un’attestazione che chiarisca il dubbio. Il cliente è obbligato a rispondere e il possesso di tale attestazione obbliga il fornitore a emettere la fattura applicando lo split payment con una implicita riduzione della relativa responsabilità.

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Facsimile della richiesta di attestazione per lo split payment

Oggetto: richiesta di attestazione per l’applicazione in fattura della procedura Iva della Scissione dei pagamenti (art. 17 ter del Dpr 633/72).

Spett.le società/ente/amministrazione

Con la presente ai sensi e per gli effetti dell’art. 17 ter, comma 1 quater, del Dpr 633/72 (come modificato dalla L 96/2017) si chiede il rilascio di una dichiarazione sotto la vostra responsabilità che attesti che codesta (società/ente/amministrazione) è soggetta alla predetta norma.

Tale attestazione comporterà che tutte le fatture che emetteremo a decorrere dal 1 luglio 2017 nei vostri confronti in qualità di cedente/prestatore saranno assoggettate al particolare regime e riporteranno la dizione “scissione dei pagamenti” con versamento dell’Iva a Vostra cura all’erario.

In caso di mancata risposta alla presente e nell’incertezza dell’applicazione della disciplina continueremo ad emettere fatture con il regime ordinario ma vi riterremo responsabili per qualsivoglia pretesa che ci dovesse essere rivolta dagli organi preposti all’accertamento dell’Iva.

Il rappresentante legale

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Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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