Split payment: dagli esclusi alle precisazioni dell'AdE (Guida)

Split payment, il punto: dai soggetti esclusi alle precisazioni dell’Agenzia delle Entrate

La Guida Danea completa ed aggiornata su Split Payment e Iva nei rapporti con la Pubblica Amministrazione dopo i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

Come noto la Legge n. 190/2014 del 23 dicembre 2014, (legge di stabilità 2015), ha introdotto il nuovo art. 17-ter nel D.P.R. 633/1972, recante il meccanismo della scissione dei pagamenti anche detto split payment, meccanismo secondo il quale per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione, l’iva regolarmente addebitata in fattura non deve essere pagata al fornitore ma dovrà essere trattenuta dagli stessi enti pubblici e versata direttamente nelle casse dell’erario.

Tenendo presente che solamente in data 23 gennaio 2015 è stato emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il relativo Decreto attuativo, poi modificato con il D.M. del 20 febbraio 2015, può essere utile dopo alcuni mesi dall’entrata in vigore della norma (1 gennaio 2015) fare il punto della situazione, soprattutto alla luce dei recenti e (tardivi) chiarimenti dell’Agenzia delle entrate riguardanti in particolare l’ambito applicativo dello split payment nonché gli adempimenti in capo ai soggetti coinvolti.

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Ambito soggettivo

Da un punto di vista soggettivo la nuova disciplina circoscrive l’ambito applicativo alle operazioni, cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti:

  • dello Stato;
  • degli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  • degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’art. 31 del T.U. di cui al D.Lgs n. 267/2000;
  • delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • degli istituti universitari;
  • delle aziende sanitarie locali;
  • degli enti ospedalieri;
  • degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza;
  • degli enti pubblici di previdenza, quali l’INPS.

Ai fini della puntuale individuazione dei soggetti pubblici destinatari della nuova disciplina l’Agenzia delle entrate ha precisato che è possibile avvalersi dell’ indice delle Pubbliche amministrazioni (IPA) consultabile alla pagina http://indicepa.gov.it; il fornitore, pertanto, consultando tale elenco potrà verificare direttamente nell’anagrafica dell’IPA la categoria di appartenenza e i riferimenti dell’ente pubblico acquirente.

Quali sono invece i soggetti esclusi dall’applicazione dello split payment?

Non sono interessati alla norma dello split payment i seguenti soggetti:

  • enti previdenziali che non hanno natura pubblica;
  • enti pubblici non economici;
  • la Banca d’Italia;
  • il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI).

La circolare 1/E del 2015 esclude, inoltre, dalla platea dei destinatari del nuovo meccanismo di applicazione dell’Iva le Aziende speciali (incluse quelle delle CCIAA), gli Enti Pubblici economici,  gli Ordini professionali, gli enti e istituti di ricerca, le autorità amministrative indipendenti quale, ad esempio, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, gli Automobile club provinciali, l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), l’Agenzia per l’Italia digitale (AgId), l’Inail, le agenzie fiscali (ad es: Agenzia delle Entrate) e l’ISPO l’Istituto per lo studio e la prevenzione ecologica.

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Ambito oggettivo

Come detto il meccanismo dello split payment si applica a tutte le operazioni documentate da fattura con imposta addebitata relative ad acquisti effettuati dalle Pubbliche amministrazioni sia riferibili all’attività non commerciale dell’ente che riferibili all’esercizio dell’ attività d’impresa, sebbene detti enti dovranno procedere in tali casi al versamento dell’imposta con modalità differenti.

Sono escluse dall’ambito applicativo della norma:

  • le operazioni non documentate da fattura: le operazioni certificate da scontrino o ricevuta fiscale, scontrino non fiscale per i soggetti che adottano la trasmissione telematica dei corrispettivi o fattura semplificata sono escluse dall’applicazione dello split payment;
  • le operazioni per le quali l’ente pubblico assume la qualifica di debitore d’imposta, ovvero tutti gli acquisti di beni o servizi soggetti a reverse charge;
  • le prestazioni rese da lavoratori autonomi assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta e, come precisato dall’Agenzia, anche a ritenuta alla fonte a titolo di acconto;
  • le operazioni per le quali il cedente o il prestatore applica un regime speciale Iva.

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Adempimenti in capo ai fornitori

Da un punto di vista operativo i fornitori che effettuano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi nei confronti dell’ente pubblico dovranno:

  • emettere la fattura evidenziando l’iva e riportando l’annotazione “scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972” o “split payment di cui all’art. 17 – ter del D.P.R. n. 633/1972”;
  • osservare gli obblighi di cui al D.P.R. n. 633/1972 connessi all’applicazione dell’imposta nei modi ordinari; in relazione all’operazione effettuata nei confronti dell’ente pubblico, il fornitore rimane debitore verso l’erario dell’imposta addebitata ed evidenziata in fattura: pur non essendo tenuti al pagamento dell’iva essi dovranno provvedere alla registrazione delle fatture emesse senza computare l’imposta ivi indicata nella liquidazione periodica. Al fine di non computare nella liquidazione la relativa iva il fornitore dovrà provvedere ad annotare in modo distinto la fattura emessa in regime di scissione contabile (ad esempio in un’apposita colonna ovvero mediante l’istituzione di appositi codici iva), riportando, altresì, l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta, ma senza far concorrere la medesima nella liquidazione di periodo.

Attenzione alle sanzioni: per le forniture di beni e servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni i fornitori, a meno che non ne siano esonerati, e salvo richiesta della Pubblica amministrazione devono emettere fattura con l’indicazione “scissione dei pagamenti” o “split payment”.

Nel caso in cui la fattura non contenga tale indicazione è applicabile la sanzione amministrativa di cui all’art. 9, comma 1, del D.Lgs. n. 471 del 1997, (da € 1.032 ad € 2.065) a meno che il fornitore si sia attenuto alle indicazioni fornite dalla P.A. in merito alla riconducibilità della medesima nell’ambito soggettivo di applicazione della scissione dei pagamenti e sempre che l’imposta sia stata assolta, ancorché in modo irregolare.

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Profili temporali

Da un punto di vista temporale l’Agenzia delle Entrate ribadendo anche precedenti orientamenti ha chiarito che il meccanismo dello split paymenti si applica alle operazioni per le quali l’imposta sul valore aggiunto è esigibile a partire dal 1 gennaio 2015, quindi:

  • si applica alle operazioni in relazione alle quali il corrispettivo sia stato pagato dopo il 1° gennaio 2015 e sempre che le stesse non siano state già fatturate anteriormente alla predetta data;
  • non si applica alle operazioni per le quali è stata emessa fattura entro il 31 dicembre 2014 che si considerano effettuate entro tale data. La P.A. dovrà corrispondere al fornitore sia l’imponibile che l’imposta ancorché il predetto pagamento avvenga in data successiva al 1° gennaio 2015; è irrilevante in tali circostanza che la fattura, emessa nel 2014, sia stata acquisita e protocollata dall’ente pubblico acquirente nel 2015.

photo credit: Franck BLAIS cc


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