Split payment 2017, eccezioni: operazioni escluse dalla scissione dei pagamenti

Split payment 2017, fioccano le eccezioni, le operazioni escluse dalla scissione dei pagamenti

Fuori dal meccanismo dello split payment anche le operazioni in reverse charge e con regimi speciali

 

Con l’inclusione delle società controllate da PA centrali e locali, nonché delle società quotate incluse nell’indice Ftse Mib nel perimetro dello split payment si moltiplicano le operazioni escluse dallo specifico regime di scissione dei pagamenti ed i fornitori (sia imprese che professionisti) sono costretti così a identificare le singole ipotesi per fatturarle e gestirle separatamente.

Per comprendere al meglio quali sono le eccezioni prodotte dall’allargamento dello split payment, in vigore dal 1° luglio, cerchiamo di definire con puntualità i principi fondamentali che guidano il meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment):

Il debitore dell’imposta resta sempre e comunque il fornitore e che il cliente (pubblica amministrazione o società controllata o società quotata al Ftse Mib) deve versare l’imposta all’erario invece che al suo cedente/prestatore.

Da questi principi possiamo quindi evincere che il fornitore, al momento della fatturazione, non applicherà il regime dello split payment tutte le volte che:

  • l’operazione non ha imposta o l’imposta non è dovuta (operazioni non imponibili o esenti);
  • il debito è in capo al cliente (ad esempio, in tutte le ipotesi di reverse charge);
  • nei casi in cui la fattura non esponga l’Iva o quando l’imposta è esposta ma è soggetta a regole di forfettizzazione.

Come si può notare le eccezioni fioccano e la gestione di complica. I casi identificati in sintesi possono essere raggruppati in 3 macro voci.

 

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Split payment, le eccezioni: operazioni non imponibili IVA

Nella categoria delle operazioni non imponibili vi rientrano per natura tutte le ipotesi in cui l’imposta non è dovuta perché l’operazione non è soggetta a imposta.

I casi non sono pochi, e il Sole 24 Ore ci viene in aiuto con alcuni esempi:

  • le operazioni esenti poste in essere da intermediari finanziari di cui all’articolo 10 del Dpr 633/1972.
  • le operazioni che sono non imponibili perché il cliente invia al fornitore una lettera d’intenti collegata a un plafond disponibile al cliente. Ipotesi tipica per la maggior parte delle società quotate, rientrate dal 1 luglio scorso tra i soggetti sottoposti a split payment.
  • le operazioni per le quali il cliente non effettua alcun pagamento al fornitore come i servizi di riscossione delle entrate e proventi per i quali il fornitore trattiene direttamente il corrispettivo spettante riversando all’ente un importo netto.

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Split payment, le eccezioni: il debito IVA grava sul cliente (reverse charge…)

Tra le operazioni che non vedranno applicata la scissione dei pagamenti gli acquisti intracomunitari.

Un’ipotesi, però, da ricordare perché ormai di ampia portata è quella in cui l’operazione interna è soggetta a reverse charge, il meccanismo di inversione contabile annovera infatti una serie di operazioni in cui il debito d’imposta si sposta dal cedente al cessionario: servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relativi ad edifici, ecc… In tutti questi casi, il debito si sposta in capo al cliente e lo split payment non opera, a meno che il cliente (amministrazione pubblica o ente non commerciale) acquisti il bene o il servizio nell’ambito istituzionale.

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Split payment, le eccezioni: regimi speciali

Escluse dallo split payment sono anche tutte le operazioni soggette a regimi speciali in cui l’imposta non è esposta, ma compresa:

  • le operazioni sottoposte a un sistema monofase di applicazione dell’imposta (editoria, telefoni pubblici, documenti di viaggio e parcheggi);
  • le operazioni sottoposte al regime del margine (fatture delle agenzie di viaggio);
  • le operazioni in cui l’imposta è esposta, ma con criteri forfettari (regime speciale agricolo, il regime delle associazioni sportive dilettantistiche).


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Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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