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Aprire un’attività senza soldi: 5 passi per imprenditori con buone idee ma zero fondi

Aprire un'attività senza soldi: 5 passi per grandi idee ma senza fondi

Se l’idea è monetizzabile, esistono diverse alternative per finanziare un’impresa. 5 suggerimenti per imboccare la giusta strada e ottenere finanziamenti

 

Un business vincente nasce da un’idea vincente. Ma, purtroppo, la sola idea, per quanto rivoluzionario possa essere il prodotto o il servizio che intendi sviluppare e proporre, non è sufficiente ad aprire un’attività. Per mettersi in proprio servono pianificazione, disciplina, ricerca. Ma soprattutto servono soldi!

Ci sono diversi modi per finanziare un’impresa, ma prima di preoccuparti di quale scegliere dovresti fare un bel respiro, tenere momentaneamente a bada il tuo entusiasmo, e assicurarti che la tua idea sia davvero concreta e monetizzabile.

Ecco 5 passi per portarti sulla strada giusta per interessare e convincere qualcuno a credere nella tua idea, investire nella tua impresa, finanziare la tua start up.

Trova un mentore che possa valutare la tua idea

Per convincere qualcuno a investire nella tua idea dovrai convincerlo di quanto questa sia valida. Ma lo è davvero? Prima di tutto devi esserne convinto tu, ma su basi oggettive e non soltanto perché “è la tua idea”. Dovresti quindi individuare qualcuno che ha già percorso la strada che stai per intraprendere, qualcuno che prima di te abbia avuto un’idea, l’abbia sviluppata, abbia trovato i finanziamenti necessari per avviarla e abbia ottenuto il successo desiderato. Qualcuno che si sappia mettere nei tuoi panni, ma che ti possa dare un’opinione oggettiva, neutrale e disinteressata.

Se non conosci nessuno con queste caratteristiche, cerca tra la tua rete di contatti e conoscenze, o frequentando fiere, meeeting e workshop inerenti al tuo settore. Utilizza internet e i social network per trovare blogger, influencer o esperti a cui poterti rivolgere.

Non aver paura di chiedere un’opinione, e soprattutto non essere così presuntuoso da temere che qualcuno possa rubare la tua idea. L’idea di un business vale molto poco da sola, è la sua esecuzione che fa la differenza. Se hai ancora riserve sul condividere liberamente la tua idea, beh puoi sempre tutelarti con un accordo di riservatezza e non divulgazione (NDA).

La maggior parte degli imprenditori navigati sono propensi e disponibili a condividere le loro esperienze, e chissà, potresti persino avere un colpo di fortuna e trovare direttamente qualcuno disposto a investire su di te.

E se il responso sarà negativo, accettalo. Magari si tratta soltanto di aggiustare qualche dettaglio, di correggere il tiro. Oppure puoi semplicemente avere avuto l’idea sbagliata, fantastica sulla carta ma non nel mondo reale. Pazienza, fai tesoro di questa esperienza e, senza scoraggiarti, pensa alla prossima opportunità da cogliere. Avrai comunque guadagnato qualcosa in termini di relazioni, conoscenza ed esperienza.

Analizza a fondo il mercato

Per poter trasformare la tua idea in un business, è fondamentale identificare il tuo mercato di riferimento. Una volta individuato il tuo target dovrai metterti a “fare i compiti”, analizzando gli scenari e le tendenze di mercato, le abitudini ed i bisogni del pubblico, la concorrenza esistente.

Puoi iniziare ponendoti queste due domande:

  1. A chi è rivolto il mio prodotto o servizio?
  2. I clienti saranno davvero interessati al mio prodotto o servizio?

Alla prima domanda corrisponde la profilazione della tua audience target, individuando età, genere, livello di istruzione, posizionamento geografico ed altri dati. Più sarai specifico, meglio sarà.

La seconda domanda ti servirà per evitare di sprecare tempo e risorse (= denaro) per sviluppare e commercializzare un prodotto che nessuno acquisterà.

Esistono moltissime fonti che ti possono aiutare a capire le opportunità e le insidie del mercato, e dovrai anche raccogliere dati direttamente dal tuo pubblico, attraverso un’analisi di mercato che può comportare l’utilizzo di questionari, interviste, indici di gradimento, gruppi di discussione, ma anche i social media e strumenti di misurazione come ad esempio Google Analytics.

Spesso questi dati sono già stati raccolti da altri a libera disposizione, basta sapere a chi rivolgersi per poterli consultare. Ad esempio:

  • Associazioni di categoria
  • Università
  • Statistiche ufficiali (es. ISTAT)
  • Camere di commercio
  • Enti e fondazione per lo sviluppo imprenditoriale
  • Risorse online

Leggi anche: Come fare un’analisi di mercato: la guida per la tua impresa e il tuo business plan

Oggi un ottimo modo per condurre una ricerca di mercato è attraverso il crowdfunding. Molte startup utilizzano infatti Kickstarter o piattaforme simili per testare il mercato e saggiare l’interesse del target.

Stabilisci quanto capitale ti serve e stendi un business plan

I consigli di un mentore e le tue analisi di mercato dovrebbero averti aiutato ad avere un’idea pur sempre approssimativa ma abbastanza realistica di quanto denaro serva per non soltanto per avviare il tuo business, ma anche per poterlo mantenere finché non inizierà a generare profitto.

Il business plan servirà, a te per tracciare una rotta, e in secondo luogo a spiegare ai tuoi finanziatori o investitori come prevedi di utilizzare i fondi ottenuti anche dopo l’avvio della tua impresa. Questi sono i punti che un buon business plan dovrebbe contenere:

L’importante è che sia chiaro, conciso e scritto in modo scorrevole. A volte una buona idea viene scartata semplicemente perché chi doveva valutare il business plan l’ha cestinato senza neanche finire di leggerlo. Evita che accada anche a te.

Leggi anche: Business Plan, come NON si fa: 7 ragioni di fallimento comuni

Partecipa a bandi e concorsi

Molte grandi aziende e gruppi multinazionali, ma anche pubbliche amministrazioni, banche e gruppi finanziari indicono bandi o concorsi per finanziare e sviluppare idee e imprese. Ovviamente, esigono il meglio del meglio, quindi si tratta generalmente di competizioni molto dure e agguerrite.

Per partecipare dovrai ovviamente rispettare i requisiti richiesti, quindi prenditi il tempo necessario per leggere e comprendere regolamento e condizioni. I bandi possono essere rivolti a settori specifici, a soggetti determinati in base a età o genere, a startup oppure ad imprese già avviate.

Le opportunità offerte dai bandi possono essere diverse. Dal grant (premio) in denaro al co-investimento da parte dell’organizzazione promotrice, dalle opportunità di formazione specializzata a contratti e accordi di collaborazione o distribuzione.

La partecipazione ad un bando o concorso, inoltre, può valere a sua volta come referenza e aggiungere valore alla tua idea.

Ottieni il capitale necessario all’avvio della tua impresa

Arrivato a questo punto dovresti aver svolto le debite ricerche di mercato, ottenuto il feedback dal tuo mentore e definito i tuo business plan. È arrivato il momento di risolvere il punto fondamentale della questione: dove trovare il capitale necessario per assicurare crescita e profitto al tuo business?

Le opzioni più comuni sono:

  • Prestito finanziario
  • Crowdfunding
  • Venture Capital
  • Business Angel

Il Prestito finanziario, erogato da un istituto di credito, ti garantisce un maggiore controllo sulla tua impresa, ma vanno attentamente valutate condizioni e modalità di estinzione e le conseguenze in caso di ritardato o mancato pagamento delle rate.

Il Crowfunding consente di attirare sul tuo progetto l’interesse di diversi investitori, sia su piccola che su ampia scala. Come abbiamo già detto, può rivelarsi anche un’ottima forma di ricerca di mercato. Per avere qualche speranza che la tua idea riscuota non solo interesse ma venga effettivamente finanziata dovresti poter già contare su di un network di contatti e supporter. In caso contrario, dovrai impegnarti a fondo per catturare l’attenzione di chi ancora non sa nulla di te e della tua idea di business.

Il Venture Capital implica un investitore pronto a finanziare lo sviluppo di un’impresa anche ad alto potenziale di rischio, ma operante in settori ad alto potenziale di rendimento. In genere il Venture Capitalist stanzia i fondi destinati a startup che ritiene promettenti, assumendosi rischi che altri operatori finanziari (es. istituti di credito) non accetterebbero. La parte difficile, in questo caso, non è tanto individuare un potenziale Venture Capitalist, quanto convincerlo a credere nel tuo progetto.

Il Business Angel o Angel Investor è una sorta di “investitore informale”, di solito un imprenditore o un professionista dotato di un patrimonio personale, contatti e spirito d’avventura, disposto ad investire in piccole-medie imprese partecipando al capitale. Una sorta di mecenate, quindi, che vede nella startup una possibile fonte di ritorno economico nel medio e lungo periodo. Comporta quindi un rapporto più personale rispetto ad un Venture Capitalist, e molto probabilmente dovrai accettare una qualche ingerenza nella gestione della tua impresa.

Non cercare scorciatoie pensando di saltare direttamente dal punto 1 al punto 5, perché non bruceresti solo le tappe, ma bruceresti la tua idea.

Effettuare una approfondita ricerca di mercato per testare la validità del tuo prodotto e poter contare su di un business plan dettagliato sono passi necessari per lo sviluppo di qualunque progetto, mentre la partecipazione a bandi e concorsi è un’opzione che in molti non considerano ma che può rappresentare una valida opportunità anche soltanto in termini di esperienza.

Non essere precipitoso, e una volta che sarai davvero sicuro della validità della tua idea potrai finalmente avere non soltanto la curiosità dei tuoi potenziali investitori, ma anche la loro attenzione.

Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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