Mettersi in proprio da dipendente a partita IVA, dritte per la transizione

Mettersi in proprio: da dipendente a partita IVA, dritte per gestire la transizione

Una volta presa la decisione di mettersi in proprio è fondamentale iniziare da subito con la gestione delle fasi del passaggio

 

Come affrontare la transizione da dipendente a partita IVA (libero professionista o imprenditore) quando si decide di lasciare lavoro a tempo indeterminato per mettersi in proprio?

Ecco una serie di consigli da seguire per abbracciare il passaggio all’indipendenza professionale.

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#1- Conoscere in modo dettagliato le condizioni del proprio contratto

Prima di abbandonare l’azienda in cui si è dipendenti per iniziare a lavorare in proprio, bisogna conoscere in modo dettagliato le condizioni del proprio contratto: in esse potrebbero ad esempio essere presenti clausole di non concorrenza che impediscono di acquisire i clienti della vecchia impresa o altri vincoli di non concorrenza.

Verificare l’esistenza di simili condizioni è estremamente importante, perché evita di farsi immischiare in situazioni spiacevoli che potrebbero sfociare in cause legali proprio nel momento in cui ci si deve concentrare sull’avvio del nuovo business.

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#2- Impegnarsi al massimo nelle mansioni fino all’ultimo giorno di lavoro

Anche se si è ormai prossimi a lasciare il proprio posto fisso, bisogna comunque impegnarsi al massimo nelle mansioni da svolgere fino a licenziamento compiuto. Rispettare le scadenze, arrivare puntuali alle riunioni e mantenere alto l’entusiasmo è importante. Al contrario rischiamo di danneggiare la propria reputazione e quella della realtà nascente.

Il consiglio è quindi quello di onorare il proprio lavoro, per poi dedicare il tempo libero allo sviluppo della propria idea imprenditoriale.

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#3- Imporsi una disciplina

Prima di lasciare il posto fisso per abbracciare l’indipendenza professionale, è necessario imparare a imporsi una certa disciplina, che consenta di svolgere due attività contemporaneamente. Se il lavoro dipendente ci occupa dal lunedì al venerdì durante il giorno, possiamo e dobbiamo sfruttare la prima mattina, la sera e i weekend per la preparazione del lancio della nuova attività.

Per riuscire in questo è però necessario stabilire e rispettare un programma preciso. Certo non tutti sono in grado di autogestirsi al meglio, ma fare pratica prima di licenziarsi consente di capire in anticipo se si è adatti a passare dall’avere un titolare che detta le regole a essere il titolare di se stessi.

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#4- Gestire la nuova impresa come un’attività effettiva e legittima

Quando ci si sta organizzando per mettersi in proprio e nonostante (in un certo frangente) si lavori per due realtà in contemporanea, si deve gestire la nuova impresa come un’attività imprenditoriale a pieno titolo. In che senso? I guadagni iniziano ad arrivare anche dal neonato business?

Allora è giunto il momento di prendersi tutte le responsabilità del caso, imparando a organizzare le proprie finanze, regolarizzando il reddito, pagando le tasse, ecc. Un buon suggerimento da mettere in pratica è sicuramente quello di affidarsi a un consulente fiscale o a un commercialista, che ci darà indicazioni su come investire sul nostro business, su come procedere per ridurre le spese e su come mantenere i conti in ordine.

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#5- Stabilire quando dedicarsi completamente al nuovo business

Prima di iniziare stabilmente a lavorare in proprio, è doveroso accertarsi che la nuova attività renda a sufficienza per soddisfare le normali necessità. Occuparsi di trovare clienti ed essere sicuri che dagli stessi provengano buone fonti di guadagno è la prima cosa da fare per evitare un rapido tracollo finanziario.

Leggi anche: Dipendente e partita Iva: si può fare? I casi e le differenze tra dipendenti pubblici e privati


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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