E-commerce o negozio fisico? La ricerca PWC 2015

E-commerce o negozio fisico? La ricerca PWC 2015 fa luce sulle preferenze dei consumatori

Acquisti da mobile, e-commerce e transazioni online nell’era digitale: tutti i cambiamenti nelle abitudini di acquisto dei consumatori descritti dalla ricerca Total Retail Survey 2015

Come stanno cambiando le abitudini di acquisto dei consumatori nell’era del web? Secondo il recente studio Total Retail Survey 2015 condotto da PwC su 19.000 individui di 19 Paesi diversi, i negozi tradizionali e gli e-commerce si apprestano a diventare, per gli acquirenti, due realtà sempre più complementari.

Anche se (a livello generico) i cosiddetti “nativi digitali” restano ancora numericamente inferiori rispetto agli utenti che negli anni si sono dovuti adattare alla presenza degli store online, la prassi di affidarsi alle nuove tecnologie per scegliere e comprare i prodotti in rete sta dilagando con grande rapidità.

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Risultati dell’indagine

[…] chi continua a preferire gli store tradizionali […] lo fa sia per garantirsi la possibilità di provare i prodotti da comprare (65% dei casi Italia e 60% dei casi a livello globale), sia anche per: gratificazione legata all’acquisto in negozio che ed una maggiore sicurezza sull’adeguatezza dell’articolo scelto.

Lo studio condotto da PwC ci fornisce un interessante disegno della realtà attuale:

  • nello Stivale 3 utenti su 4 fanno il così detto: showrooming (ricercano in negozio per poi acquistare in rete), ma nel mondo sono in molti anche quelli che praticano il reverse showrooming (in rete cercano ed in negozio acquistano);
  • il 56% degli intervistati a livello globale (67% del campione italiano) dichiara di andare prima nel negozio fisico per provare la merce desiderata (così da non sbagliare taglie, colori, ecc.) e poi di cercare gli articoli in Internet per trovarli a prezzi migliori;
  • il 50% delle persone incluse nell’indagine adopera abitualmente lo smartphone per confrontare i prezzi ed addirittura il 63% delle stesse viene influenzato dai social media nelle proprie decisioni di acquisto;
  • gli italiani che entrano almeno una volta a settimana in un negozio fisico sono il 38% (36% nel mondo), mentre quelli che fanno ricerche online sono da PC il 25%, da tablet il 13% e da smartphone il 12%.

Gli utenti abituati ad acquistare da e-commerce che entrano nelle pagine social dei rivenditori cercano:

  • promozioni ed offerte interessanti (50%);
  • nuovi articoli (33%);
  • social contest (24%);
  • e suggerimenti da parte di esperti del settore (21%).

In linea teorica, sempre secondo la ricerca, chi continua a preferire gli store tradizionali lo fa sia per garantirsi la possibilità di provare i prodotti da comprare (65% dei casi Italia e 60% dei casi a livello globale), sia anche per:

  • una pura questione di gratificazione legata all’acquisto in negozio (52% Italia e 53% mondo);
  • ed una maggiore sicurezza sull’adeguatezza dell’articolo scelto (33% Italia e mondo).

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Acquisti da dispositivi mobile

[…] gli italiani sono più propensi sia ai pagamenti da dispositivo mobile con credito prepagato […] sia al salvataggio delle informazioni di pagamento-consegna dentro alle applicazioni.

Per quanto riguarda i cambiamenti sulle abitudini di acquisto dei consumatori derivanti dalla diffusione di smartphone e tablet sappiamo che, sebbene l’utilizzo di questi strumenti sia in costante crescita, numericamente prevalgono ancora gli utenti scettici nei confronti delle transazioni da mobile.

A parte questo va comunque precisato che, mentre nel 50% dei casi chi spende utilizza lo smartphone in fase di pre-acquisto per fare comparazioni di prezzo, trovare prodotti e cercare negozi, un’altrettanto buona percentuale sfrutta la tecnologia in fase di acquisto per controllare la propria disponibilità economica.

Ostacoli alla diffusione degli acquisti da smartphone e tablet

Ma quali sono i principali impedimenti che tengono ancora lontani i consumatori dagli acquisti tramite mobile?

  • Il fatto di non possedere un cellulare (18%);
  • l’impossibilità di disporre di una connessione veloce (13%);
  • il non avere un piano tariffario con traffico dati (11%);
  • l’assenza di Wi-Fi al momento dell’acquisto (9%);
  • le dimensioni troppo piccole del display (36%);
  • la presenza di siti mobile in cui risulta difficile navigare (18%);
  • questioni di sicurezza (27%).

Riguardo quest’ultimo punto, sempre basandoci sui risultati della ricerca, sappiamo che solo il 3% degli intervistati nel mondo identifica l’acquisto da smartphone come metodo di pagamento preferito: il resto degli utenti teme che le proprie informazioni sensibili possano essere maggiormente messe a rischio utilizzando tale tecnologia.

Di contro a quanto appena detto, però, va anche specificato che gli italiani sono più propensi sia ai pagamenti da dispositivo mobile con credito prepagato (caricando soldi su determinate piattaforme per fare acquisti da smartphone), sia al salvataggio delle informazioni di pagamento-consegna dentro alle applicazioni.

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Considerazioni e suggerimenti per il futuro

E’ chiaro come il vantaggio dell’elemento umano nei negozi fisici sia un differenziale estremamente potente e valorizzarlo è divenuto centrale […]

Visto che, pur aumentando l’importanza dell’e-commerce, il negozio fisico resta ancora l’ambiente dove il consumatore conclude la maggior parte dei propri acquisti, gli store tradizionali devono sfruttare l’innovazione tecnologica per trasformarsi in luoghi nei quali sia possibile costruire solide relazioni con una clientela fidelizzata. E’ chiaro come il vantaggio dell’elemento umano nei negozi fisici sia un differenziale estremamente potente e valorizzarlo è divenuto centrale nella gestione aziendale del punto vendita.

Anche se gli utenti continuano a considerare pericolosa la moneta digitale, le ultime tecnologie (che mirano ad offrire un maggiore livello di convenienza e sicurezza) ambiscono ad aumentare la fiducia dei consumatori, stimolandoli all’adozione dei nuovi strumenti di pagamento. 

La sfera dei social media attira e influenza un numero di persone in costate crescita, per questo la strategia delle imprese deve includere anche tali canali per poter trasmettere i valori aziendali a quanti più utenti possibile.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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