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Ecommerce Italia: com’è andato il 2017 e come andrà il 2018?

Il 2017 ha messo in evidenza il trend di crescita positivo dell’ecommerce in Italia, con la vendita di prodotti che supera quella di servizi: ci stiamo avvicinando sempre più ai paesi storicamente più avanzati in materia di commercio elettronico

 

Il momento molto atteso, e forse allo stesso tempo anche molto temuto da una fetta di mercato, è arrivato: dopo quasi vent’anni di inseguimento, le vendite online di prodotti hanno superato quelle di servizi. Nel 2017, infatti, la spesa fatta sul web ha raggiunto il valore di 2.300 miliardi di dollari con una crescita del 25% rispetto al 2016. In Italia il commercio elettronico si è chiuso con 23,5 miliardi di euro, arrivando a valere il 5,6% del totale retail.

I dati non lasciano molto margine al dubbio: l’anno scorso abbiamo assistito a una crescita delle vendite di prodotti quattro volte superiore rispetto ai servizi, con tanto di previsione di raggiungere il 6,5% sul totale del retail nell’anno corrente. Queste dinamiche permettono di avvicinare l’Italia ad altri paesi più evoluti in fatto di ecommerce.

Dati situazione ecommerce per categoria merceologica

In generale, nel 2017 l’ecommerce italiano ha registrato un aumento del 16% rispetto al 2016, confermando ulteriormente la crescita costante a doppia cifra.

La crescita delle vendite online ha interessato tutte le categorie merceologiche, facendo notare un risultato più alto del 15% rispetto alla media attesa, a esclusione delle assicurazioni e del comparto turismo e trasporti che si sono fermati al +5%. Ottime le prestazioni di settori emergenti come quello dei giocattoli (+48% sui dati del 2016), dell’arredamento e complementi (+ 26%) e dell’editoria (+25%).

Un altro settore emergente è quello delle automobili, che nel 2017 ha visto aumentare le vendite online, anche grazie all’apertura di marketplace dedicati, simili a quello ben più noto di Amazon.

In crescita anche l’esportazione che ha portato a casa un 10% di vendite in più rispetto al 2016, al cui interno continuano a rappresentare lo zoccolo duro il turismo e l’abbigliamento. I due settori, infatti, da soli hanno superato i due terzi dell’export online italiano. Questo successo è dovuto all’efficacia dei portali di compravendita in stile Amazon, che sono cresciuti per numero, per qualità e per esperienza d’acquisto fornita ai clienti.

Un ultimo dato da segnalare riguardo all’ecommerce del Belpaese riguarda l’utilizzo dei “comparatori” online, che permettono di cercare e confrontare le varie offerte presenti su più portali online, ma anche di informarsi sulle caratteristiche dei prodotti e di leggere le recensioni di altri utenti sul loro utilizzo.

Previsioni dell’andamento per il 2018

Questi dati fanno ben sperare anche per l’anno in corso, infatti dalle stime raccolte da Netcomm, l’osservatorio eCommerce B2C, il giro d’affari sarà attorno ai 2.842 miliardi di dollari e la cifra aumenta ancora se si pensa al 2019 (3.453 miliardi) e al 2021 (4.870 miliardi). Il settore della moda confermerà la supremazia arrivando alla cifra record di 713 miliardi nel 2022, mentre seguono a ruota la categoria dell’elettronica e dei media con 520 miliardi tra cinque anni, e il settore dei giocattoli, hobby e fai da te (575 miliardi).

Nei prossimi cinque anni, quindi, ci possiamo aspettare un aumento del peso dell’e-commerce dal 10 al 18%, assottigliando così la distanza tra lo shopping virtuale e quello fisico, creando però un mondo totalmente nuovo in cui questi conviveranno. La linea che separa il canale “fisico” da quello digitale, infatti, sarà sempre più impalpabile, lasciando spazio a delle forme di commercio ibrido. Le dimensioni dei negozi diminuiranno, ma aumenterà la capacità di servizio.

Cosa fare per adeguarsi al cambiamento

Per prepararsi a questo futuro, ormai prossimo, servirà investire in tecnologia abilitante. Per capire quali sono le dinamiche del cambiamento basta osservare cosa sta succedendo nei paesi in cui l’e-commerce è più maturo ed evoluto, come Regno Unito (dove il peso del commercio digitale sul Pil raggiunge l’8%), Cina e Francia (3,9%). Per il Regno Unito la caratteristica più importante dell’e-commerce è la comodità, in Francia è l’assortimento, mentre in Italia il driver più importante è ancora il prezzo.

Per far il salto decisivo occorre cambiare qualche dinamica della grande distribuzione organizzata (gdo). Secondo i dati raccolti dall’osservatorio B2B del Politecnico di Milano, nello scorso anno il 28% delle vendite online di prodotti alimentari è finita nelle casse di chi commercia via web prodotti della ristorazione, e il 38% ha sostenuto il fatturato dell’enogastronomia, per un valore totale di 849 milioni di euro.

Per quanto riguarda le vendite online di cibo e ortofrutta, queste rappresentano solo lo 0,5% del fatturato del settore, nonostante il tasso di crescita stia dando segnali più che positivi. In Germania e negli Stati Uniti l’ecommerce di prodotti alimentari raggiunge il 2% delle vendite totali, in Francia il 6% e nel Regno Unito addirittura l’8%.

In Italia, quindi, i margini per una crescita in questo settore sono enormi, e potrebbero ben presto essere esplorati. Molti sarebbero, infatti, gli esercenti che stanno prendendo in considerazione l’opzione di aprire un canale di vendita online, vendendo direttamente i loro prodotti, oppure entrando in piattaforme già esistenti.

L’integrazione con i negozi fisici, la frammentazione del mercato europeo, uniti all’avanzata delle piattaforme online e l’influenza dei Millennials e delle loro abitudini di acquisto, sono i trend più evidenti che stanno portando, da oltre vent’anni, a una trasformazione digitale che sta riscrivendo le regole del consumo, anche in Italia. Il marketing digitale, quindi, è in continua evoluzione perché, dopotutto, saper cogliere i segnali e adattarsi velocemente alle nuove regole del mercato e dei canali di comunicazione, è fondamentale per rimanere competitivi.

Alessia

Dopo la maturità inizia la mia avventura da cafoscarina, che mi porterà alla laurea in Marketing e Comunicazione. Il contatto, professionalmente parlando, con il mondo "dell'internet" in tutte le sue ...

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