Regime dei minimi: opzione anche per il 2015

Regime dei minimi 5%: il passaggio dal regime ordinario 2015

Il regime dei minimi al 5% è accessibile ancora per tutto il 2015, arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per chi era stato costretto al regime ordinario e ora vuole passare ai Minimi.

E’ possibile applicare il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (regime dei “nuovi minimi”), anche per coloro che hanno intrapreso una nuova attività d’impresa, arte o professione ad inizio anno optando per il regime ordinario: è questo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella recente risoluzione n. 67/E del 23 luglio 2015. Inoltre nella medesima risoluzione l’Agenzia ha anche chiarito gli adempimenti da fare per regolarizzare il passaggio dal regime ordinario a quello di vantaggio.

Ripercorriamo però le tappe della vicenda, che come sempre quando si parla di fisco risulta essere alquanto articolata.

La Legge di Stabilità 2015, Legge n. 190/2014 introducendo, dal 1° gennaio 2015 il nuovo regime forfetario, ha disposto l’abrogazione dei regimi fiscali agevolati in vigore nel 2014 ovvero:

  • il regime delle nuove iniziative produttive ex art. 13 della Legge 388/2000;
  • il regime dei “nuovi minimi” ex. art. 27 co. 1 e 2 del D.L. n. 98/2011;
  • il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” ex art. 27 co. 3 del D.L. n. 98/2011.

Tuttavia, per coloro che usufruivano del regime dei minimi è stata prevista una clausola di salvaguardia, consentendo a tali soggetti di continuare ad applicarlo fino alla scadenza naturale, ovvero il termine del quinquiennio dall’inizio dell’attività o il compimento del trentacinquesimo anno d’età.

La Legge n. 11/2015 di conversione al D.L. 192/2014 (decreto “Milleproroghe”) ha successivamente reintrodotto, per l’anno d’imposta 2015, il regime “nuovi minimi”, posticipando di fatto di 1 anno la sua abrogazione: tale regime quindi può essere adottato, oltre che dai soggetti in attività al 31/12/2014 anche da coloro che iniziano una nuova attività anche 2015 (verificati i requisiti previsti dalla norma).

Da un punto di vista operativo la norma, pur accolta con grande favore, lasciava alcune questioni aperte soprattutto per coloro che alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto “Milleproroghe” avevano già iniziato l’attività applicando il regime ordinario e si sono ritrovati ad avere la possibilità di poter adottare il regime dei minimi (che da molti punti vista rimane quello maggiormente conveniente).

Si tratta sostanzialmente di quei soggetti che:

  • hanno iniziato l’attività tra i 01/01/2015 e il 28/02/2015;
  • se in possesso dei requisiti hanno applicato il nuovo regime forfetario, con imposta sostitutiva del 15%;
  • se non in possesso dei requisiti hanno dovuto applicare il regime ordinario;
  • scoprono a seguito della novità del “Milleproroghe” di poter adottare il regime dei minimi anche per l’anno 2015.

Mentre per i soggetti che avevano applicato il regime forfetario il passaggio al più conveniente regime dei minimi si presenta agevole, maggiori problemi poteva creare il passaggio dal regime ordinario al regime dei minimi: in tal senso utili sono stati i chiarimenti forniti dall’Agenzia nella citata R.M. 67/E/2015.

Innanzitutto, per quanto riguarda l’accesso viene chiarito che, mentre fino al 2014 il regime dei minimi rappresentava un regime naturale per coloro che ne avevano i requisiti, dal 2015 dato che l’applicazione del regime agevolato è diventata una facoltà, il contribuente deve manifestare espressamente la scelta:

  • nel modello di inizio attività (modello A/7);
  • ovvero nel caso in cui non si sia provveduto nel modello di inizio attività l’opzione va evidenziata nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2015 (unico 2016) allegando il quadro VO, modello relativo alle opzioni predisposto per la dichiarazione Iva. Questo sarà l’adempimento che dovrà essere eseguito proprio da coloro che hanno iniziato la nuova attività nel 2015, prima dell’entrata in vigore del citato del D.L. 192/2014 (“Milleproroghe”).

Il contribuente poi, passando dal regime ordinario al regime dei minimi deve regolarizzare le fatture che sono state emesse con addebito di iva e rettificare l’iva a credito detratta sugli acquisti:

  • entro trenta giorni dalla pubblicazione della R.M. 67/E/2015 (quindi entro il 22/08/2015) o
  • entro la prima liquidazione Iva successiva.

In particolare dovrà:

  • per le operazioni attive, emettere nota di variazione (nota di credito, da conservare, ma senza obbligo di registrazione ai fini Iva) per correggere l’attribuzione dell’Iva in rivalsa al cessionario o committente; l’acquirente/committente che riceve le note di credito è tenuto a registrarle, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa.
  • per le operazioni passive, effettuare la variazione in aumento a rettifica dell’Iva sugli acquisti detratta nel primo trimestre.

L’eventuale eccedenza di imposta versata e non dovuta può essere chiesta a rimborso ai sensi dell’art. 21 del D.lgs. n. 546/1992.


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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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