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Come cambiare abitudini e diventare imprenditori di successo

Come cambiare abitudini e diventare imprenditori di successo

Quanto è importante la routine per le nostre abitudini e quanto può incidere sul nostro business?

 

Le nostri abitudini influenzano in modo significativo sia ciò che facciamo sia come lo facciamo. Il fatto è che, molto spesso, mettiamo in atto una serie di comportamenti senza quasi rendercene conto, seguendo degli schemi mentali che possono anche essere involontari. Oltretutto, siamo soliti assegnare una valenza positiva alle nostre abitudini, sottovalutando invece quei comportamenti ripetuti che non ci sono di beneficio e che possono addirittura ostacolare lo svolgimento della nostra vita e del nostro lavoro.
Inoltre, associamo in genere le abitudini al concetto di routine, inteso come ripetitività quasi meccanica e rigida, mentre invece è possibile ragionare con più flessibilità.

Lo studio sulle abitudini dei dipendenti Google

Su quest’ultimo punto vale la pena citare un esperimento condotto da Katy Milkman (autrice del libro How to Change) e John Beshears (docente alla Harvard Business School) sui dipendenti di Google, e sulle loro abitudini nel frequentare le palestre interne alle sedi del colosso di Mountain View per svolgere una regolare attività fisica.
Lo studio ha coinvolto oltre 2.500 dipendenti degli uffici di tutti gli Stati Uniti, monitorando la frequentazione delle palestre nel periodo di un mese – durante il quale sono stati incentivati a fare attività fisica – e continuando poi per le 40 settimane successive per vedere quali effetti durevoli fossero stati prodotti. Il punto chiave del test riguardava quanto la regolarità fosse importante nel creare un’abitudine consolidata.

A una parte dei dipendenti è stato chiesto di allenarsi alla stessa ora degli stessi giorni, seguendo quindi un calendario molto rigido. Agli altri, invece, è stato chiesto di allenarsi per lo stesso numero di ore, ma secondo uno schema libero, senza cioè il vincolo di una tabella predefinita.

Alla fine dello studio, ci si sarebbe aspettato che una routine stretta e rigorosa avrebbe portato a un più efficace radicamento dell’abitudine a lungo termine. Ma non fu così. I dipendenti soggetti alla routine più rigida avevano sviluppato l’abitudine di allenarsi esclusivamente in quei determinati giorni e dalla tal ora all’altra. Quando ciò non era possibile, per impedimenti, contrattempi o altro, non si allenavano affatto.

Quelli che, invece, erano stati abituati a non seguire una specifica tabella di allenamento, continuavano comunque a farlo, perché avevano imparato ad allenarsi in modo regolare ma flessibile, senza dover per forza dipendere da un calendario ma mantenendo comunque costanti le ore di esercizio fisico settimanale.

Cosa sono abitudini e schemi mentali? Ecco cosa dice la psicologia

Uno schema mentale è un modello di pensiero radicato in noi, a volte fin dall’infanzia, che si forma tramite l’apprendimento acquisito durante le nostre esperienze. Non è detto che sia sempre corretto, ma anche se non lo fosse tendiamo a mantenerlo perché ci mantiene nella nostra comfort zone, evitandoci l’ansia di affrontare qualcosa di nuovo.

Uno schema mentale può essere il modo in cui elaboriamo le informazioni offerte dalla realtà, così come può essere un pregiudizio o la chiave con cui interpretiamo ciò che accade intorno a noi (informazioni, notizie, eventi…) e che tende a rafforzarlo.

Gli schemi mentali sono quindi un insieme di convinzioni in base a cui organizziamo la nostra realtà. Sono delle strutture mentali che si mantengono costanti nel tempo senza che noi ce ne rendiamo conto e che vivono, come si dice in psicologia, a livello inconscio.

Ad esempio, possiamo pensare che una persona introversa sia meno brillante di una estroversa, o che l’aspetto fisico sia determinante per fare carriera in qualunque campo, e così via, fino ad arrivare ai pregiudizi più forti e alle discriminazioni. Alla base di tutto ciò ci sono sempre e comunque gli schemi mentali.

Il punto è che, quasi sempre senza rendercene conto, non applichiamo gli schemi mentali solo alle altre persone e al mondo che ci circonda, ma anche a noi stessi, giustificando e reiterando il nostro comportamento e, soprattutto, le nostre abitudini.

Le pessime abitudini che danneggiano il business

Quando si è un imprenditore, soprattutto nel caso di realtà medio piccole, si è un tutt’uno con il proprio brand. Le abitudini personali possono quindi influenzare il business ed essere determinanti per l’immagine di chi lo gestisce.

Ecco alcune cattive abitudini che è decisamente meglio evitare per la salute del proprio business.

Non delegare

L’imprenditore spesso ha la tendenza a ragionare in termini di one man show, e di voler gestire personalmente ogni singolo aspetto del proprio business.
I testi per il sito? Li scrive lui. I social media? Li gestisce lui. La contabilità? La segue lui, e così via. Nessuno, per quanto competente, è in grado di gestire tutto da solo.
Scegliere di delegare alcuni compiti a dei collaboratori esterni, o decidere di assumere qualcuno che possa dedicarsi a specifiche mansioni, permette all’imprenditore di focalizzarsi sul proprio business senza sprecare tempo ed energie e, soprattutto, senza rischiare di fare male ciò per cui non è portato.

Essere troppo sicuro di sé

Essere sicuro di sé per un imprenditore è fondamentale. Ma esserlo troppo può diventare estremamente rischioso per il proprio business. A volte il famigerato concetto di “leader nel settore” può prendere il sopravvento e portare a sedersi sugli allori, e a chiudersi nel proprio mondo. Questo può portare a sottovalutare la concorrenza, a non tenere in considerazione le tendenze del mercato e i mutamenti nelle abitudini dei clienti, o ancora a non cogliere nuove opportunità di crescita o di diversificazione.

Non distinguere tra la persona e l’imprenditore

Spesso per un piccolo imprenditore è difficile separare la vita privata da quella professionale, e arrivare a raggiungere e mantenere un corretto work/life balance. Se non si è in grado di capire quando è il momento di dedicarsi esclusivamente al lavoro e quando invece alla sfera personale, si rischia di sovrapporre le due cose, con pessime conseguenze per entrambe le parti.
È importante darsi delle regole e degli orari, creando così il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata.
Ma questa distinzione non si limita a una questione di gestione del tempo, ma anche a distinguere sempre la persona dall’imprenditore.
Ad esempio, nell’uso dei social media. È legittimo esprimere le proprie opinioni a titolo personale, ma quando chi lo fa è anche la “faccia” dell’azienda, deve tenere conto delle conseguenze che certi comportamenti o certe esternazioni possono avere sul proprio business.

Leggi anche: Genitori con l’ufficio in casa: dritte per organizzare il lavoro bilanciando business e famiglia

Come prendere una buona abitudine?

È possibile riuscire a eliminare una cattiva abitudine? Anzi, è possibile trasformare una cattiva abitudine in una buona? Da queste domande inizia il talk di Giuliano TrentiL’inizio della fine. Come togliere le cattive abitudini dal nostro cervello” al TEDx di Ferrara (settembre 2019). Ognuno di noi, nessuno escluso, ha qualche brutta abitudine, qualcosa di cui non è contento, ma che non riesce comunque a cambiare. Eppure, c’è la possibilità di farlo. Ecco alcuni esempi.

Visualizzare il cambiamento

Perché stiamo cercando di attuare un cambiamento? Come sarà la nostra vita nel momento in cui avremo eliminato per sempre certe cattive di abitudini?
Visualizzando la nostra vita futura sarà più facile iniziare il nostro percorso per cambiare la nostra routine e liberarci delle nostre cattive abitudini.

Procedere per gradi

Cambiare un’abitudine non è qualcosa che sia possibile fare dall’oggi al domani. Non si può cambiare qualcosa nella nostra vita da un giorno all’altro, ma possiamo arrivarci procedendo a piccoli passi, introducendo un poco alla volta una piccola nuova abitudine. Col tempo, crescerà e si radicherà in modo stabile, perché avremo saputo “coltivarla” e renderla parte di noi.
Ogni nuova abitudine, inoltre, può essere collegata ad ulteriori cambiamenti, che possano apportare benefici prima di tutto a noi stessi e poi, di conseguenza, al nostro business.

Continuare a esercitarsi

Quando si parla di abitudini, e soprattutto di cattive abitudini, non bisogna mai abbassare la guardia. Gli impulsi che ci portano a perpetuare un’abitudine sono molto potenti, e se non abbiamo il pieno controllo di noi stessi è molto probabile che cederemo alla tentazione di ricascarci. Il carattere e la volontà vanno sempre tenuti allenati, ad esempio aiutandoci con un hobby o un’attività che ci aiuti a concentrarci e a stimolarci raggiungendo volta per volta degli obiettivi.

Modificare l’ambiente circostante

Una cattiva abitudine può essere originata dall’ambiente che ci circonda, nello specifico dal nostro ambiente di lavoro. Un ambiente poco confortevole o disordinato ci porterà a comportarci in un certo modo, che a lungo andare diventerà un’abitudine.
Rendere gradevole il nostro luogo di lavoro, sistemare gli spazi, eliminare inutili ostacoli, ridurre i rumori, ci permetterà di muoverci, vivere e lavorare in modo più sereno, togliendo, ad esempio, l’abitudine di trovare una scusa qualunque (la posta, le commissioni, ecc.) per poter semplicemente uscire a prendere una boccata d’aria.

Credere nel cambiamento

Dobbiamo essere i primi ad aver fiducia in noi stessi e a convincerci che riusciremo nel nostro obiettivo di cambiare certe abitudini.
L’inizio è la parte più difficile, perché spesso, pur con tutte le migliori intenzioni, ci facciamo prendere dalla paura di fallire. Un buon metodo per superarla è la cosiddetta Tecnica dei 5 secondi, elaborata da Mel Robbins. Consiste in un semplicissimo conto alla rovescia partendo dal cinque, e una volta arrivato allo zero, nell’iniziare a fare qualcosa collegata con la nostra volontà di modificare un’abitudine. In questi cinque secondi non avremo il tempo di razionalizzare e di elaborare pensieri negativi, ansie ed insicurezze, e quindi potremo “osare” senza paura di fallire.

Sapere riconoscere i propri schemi mentali è già un grande passo. Essere consapevoli delle proprie abitudini, tanto di quelle buone quanto di quelle cattive è un ulteriore risultato.
Riuscire a cambiare le abitudini, riducendo quelle negative e incoraggiando quelle positive comporta volontà e determinazione, ma saprà apportare enormi vantaggi sia alla tua vita che al tuo business.

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...

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