Come diventare imprenditore, passo 1: mentalità imprenditoriale

Come diventare imprenditore da dipendente, l’importanza di assumere la mentalità imprenditoriale

Spesso chi si domanda “Come diventare imprenditore” scorda l’importanza cruciale che ricopre il necessario cambiamento di mentalità richiesto ad una persona che dopo anni da dipendente sceglie di mettersi in proprio

Come diventare imprenditore di successo dopo anni alle dipendenze altrui?

Chi sceglie di compiere il grande salto con l’obiettivo di risultare vincente deve modificare drasticamente il proprio approccio professionale modellandolo in base alle esigenze e responsabilità richieste dal nuovo ruolo.

Mentre il dipendente ha come scopo primario quello di completare in tempo i compiti affidatigli dai superiori per essere pagato, l’imprenditore, e ugualmente il libero professionista,  ha la necessità di trovare il modo per fare funzionare tutto alla perfezione garantendo alla propria azienda floridezza e stabilità.

Saper sviluppare una buona mentalità imprenditoriale significa quindi apprendere tutta una serie di regole che permettano all’impresa di potersi basare su una gestione aziendale proiettata sia alla crescita che al buon senso: caratteristiche essenziali in grado di conferire stabilità nel breve e lungo periodo.

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Il valore del denaro

Chi vuole diventare imprenditore di successo deve prima di tutto imparare il valore del denaro e del cosidetto rischio d’impresa. A differenza del dipendente, il libero professionista o chi conduce un’attività d’impresa deve prendere in considerazione nel compenso previsto il rischio naturalmente derivante dal suo investimento nell’attività e una serie non secondaria di costi:

  • le tasse: a seconda della partita IVA scelta si applica la relativa tassazione ma, in linea generica, possiamo dire che chi lavora in proprio alla fine dei conti si troverà con circa il 50% dell’incassato tra le mani;
  • le assicurazioni: visto che, al contrario di molti dipendenti, l’imprenditore non dispone di un contratto di lavoro comprensivo di alcuna copertura assicurativa, se vuole tutelarsi da infortuni, malattie o altro, deve stipulare a proprio carico le polizze che gli consentano di ridurre i rischi ai minimi termini (le assicurazioni più richieste sono quelle dentali o sulla salute, ma anche quelle sulla vita e sull’invalidità);
  • i contributi pensionistici: il libero professionista che vuole garantirsi un futuro tranquillo, deve pensare a mettere da parte per conto proprio i contributi della pensione che gli verranno restituiti quando non potrà più lavorare a causa dell’età (anche in questo caso la percentuale dei contributi varia a seconda della partita IVA scelta, quindi, per non trovarsi completamente senza pensione a settant’anni, è fortemente consigliabile chiedere supporto al commercialista o ad un consulente di fiducia appena si intraprende l’attività);
  • i mobili e l’affitto dell’ufficio: l’imprenditore di se stesso ha la necessità di pagarsi l’affitto dell’ufficio e tutti i mobili da inserire al suo interno (scrivanie, sedie, scaffali, ecc.);
  • i dispositivi per lavorare: come per il punto precedente, anche in questo caso, il libero professionista deve acquistare di tasca propria tutti i dispositivi tecnologici e mezzi che gli consentano di svolgere al meglio le attività richieste (computer, stampanti, attrezzi, macchinari ecc.);
  • gli accessori e i costi extra: in questo caso ci riferiamo a tutte quelle spese relative, per esempio, a biglietti da visita, brochures, cataloghi, ecc. Un altro importante costo da non sottovalutare è poi sicuramente anche quello della pubblicità che, soprattutto ai giorni nostri, rappresenta un componente sempre più indispensabile per tutti gli imprenditori (la pubblicità può essere fatta tramite internet, radio, televisione, carta, ecc.).

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Guardare oltre il domani

Oltre a considerare-calibrare al meglio l’aspetto economico della questione, il libero professionista dotato di una buona mentalità imprenditoriale deve anche dimostrarsi lungimirante imparando a prevedere ciò che potrebbe succedere in futuro nel settore di appartenenza.

Ci saranno delle trasformazioni che andranno ad influenzare l’andamento del mercato? Le richieste dei clienti subiranno dei cambiamenti? Subentreranno dei nuovi servizi in grado di soppiantare i vecchi? E, soprattutto, quali operazioni di marketing serviranno per mantenere in positivo l’impresa amministrata?

Per trovare la risposta giusta a queste domande è prima di tutto necessario adottare una gestione aziendale in cui abbiano un ruolo cardine fattori come la pianificazione e la strategia: componenti essenziali ai quali dedicare almeno un’ora al giorno per indirizzare il proprio business verso la crescita e lo sviluppo.

Minimo 5 ore a settimana dunque per studiare il proprio settore merceologico, ipotizzare nuove idee di prodotto, valutare l’andamento del mercato, avvicinarsi al pubblico, sponsorizzarsi e fare networking tra la clientela, i collaboratori e la concorrenza (anche con i competitors possono nascere delle buone alleanze).

Leggi anche: Come fare un Business plan per una piccola media impresa?

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I collaboratori e il team

Restando in tema di collaborazioni e buone alleanze, chi vuole diventare imprenditore di successo deve assolutamente imparare a delegare i compiti affidatigli per smaltire gli eccessivi carichi di lavoro, accertandosi di garantire al pubblico sempre il massimo livello di qualità possibile.

Che si tratti di colleghi interni o esterni all’azienda, la mentalità imprenditoriale del libero professionista deve indirizzarlo verso coalizioni vincenti con professionisti seri e motivati, che lo aiutino a far crescere il numero di progetti presi e i guadagni, mettendo le singole figure nella condizione di lavorare meno rendendo meglio.

Leggi anche: Leadership e gestione aziendale: gli 8 killer d’impresa

Questi i nostri pratici consigli per come diventare imprenditore di successo anche dopo lunghi anni trascorsi nei panni del dipendente: suggerimenti preziosi da prendere in seria considerazione prima di buttarsi a capofitto nel proprio progetto di business.

photo credit: Mark Walker cc


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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