Equo compenso per oltre 4 milioni di professionisti ordinistici e non

Equo compenso per oltre 4 milioni di professionisti ordinistici e non

L’equo compenso segna un giro di vite per i più di 4 milioni di professionisti coinvolti: cosa cambia effettivamente e quali sono i pareri in merito

 

Concesso l’equo compenso per le prestazioni erogate dai quattro milioni di professionisti ordinistici e non a committenti privati e Pubblica Amministrazione: questa la decisione presa dalla Commissione Bilancio del Senato, che ha approvato l’emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale, garantendo a tutte le libere professioni una soglia minima di guadagno sotto la quale non è possibile scendere.

Naturalmente per liberi professionisti e freelance il compenso va stabilito a seconda di fattori come la qualità-quantità del lavoro svolto e il diritto parte a prescindere che il committente sia una grande impresa, un’assicurazione, una banca o addirittura la PA (in quest’ultimo caso va comunque precisato che la validità della regola riguarda soltanto gli incarichi affidati dopo l’effettiva entrata in vigore della legge).

Se per il comparto degli avvocati le nuove disposizioni saranno regolarizzate dal Decreto ministeriale numero 55/2014, anche per le altre categorie appartenenti a ordini varranno i parametri adoperati dai tribunali. Ciò che resta ancora da definire riguarda comunque i criteri da adottare in presenza di professioni ex legge 4/2013, su cui non è stata fatta chiarezza (tali decisioni vanno quindi prese il prima possibile).

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Equo compenso: gli avvocati

Per quanto concerne l’emendamento sull’equo compenso degli avvocati, la tutela interessa come anticipato tutte le prestazioni rese a grandi aziende, banche e assicurazioni. In questo caso, da un lato le prestazioni dovranno avere un compenso proporzionato ai parametri stabiliti dal Ministero della Giustizia e dall’altro lato le convenzioni a esse legate non potranno contenere clausole vessatorie determinanti dei notevoli squilibri contrattuali.

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Equo compenso: gli accodi di lavoro autonomo

In merito alle altre professioni, invece, la regola prevede che quanto stabilito per gli avvocati valga anche (quando possibile) per tutti gli accordi di lavoro autonomo. Ciò significa che le stesse tutele saranno concesse indistintamente ai professionisti non ordinistici. In presenza di liberi professionisti e freelance iscritti a ordini, il riferimento per stabilire compensi proporzionati giungerà dalle regole stabilite dal Ministero della Giustizia.

La garanzia dell’equo compenso nei confronti dei professionisti spetta anche alla PA, ma in questo caso le regole valgono solo ed esclusivamente per gli incarichi assegnati a seguito dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto: una clausola importante, che esclude la Pubblica Amministrazione dai doveri imposti agli altri committenti (istituti bancari, realtà assicurative e grandi imprese in primis).

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Equo compenso: i professionisti non ordinistici

Tra i punti ancora da definire, rientrano di sicuro i compensi a cui fare riferimento per tutte le professioni sprovviste di regolamentazione e di Dm compatibili con quelli ordinistici. Lo stesso problema si pone poi per le prestazioni dei lavoratori autonomi non disciplinate dal Ministero della Giustizia. In tutti questi casi bisognerà quindi aggiornare i decreti per definire delle regole di base da fare rispettare.

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Equo compenso: pareri e commenti

Oltre a quanto appena detto, va poi precisato anche il fatto che, allo stato attuale dei fatti, il decreto fiscale include una clausola di invarianza di spesa, che se non verrà meglio definita e specificata potrebbe stimolare la Pubblica Amministrazione a rivendicare certi vincoli di spesa per aggirare le nuove disposizioni imposte a livello governativo. Ciò naturalmente andrebbe a discapito di moltissimi liberi professionisti e freelance.

I pareri sulle nuove disposizioni del compenso equo sono molti, a partire dalla soddisfazione espressa dalla responsabile Lavoro del PD Chiara Gribaudo e dalle affermazioni del presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, che le definisce una vera vittoria per tutti i professionisti. Lo stesso Stella, precisa però il fatto che ora è necessario monitorare la situazione e apportare degli ulteriori aspetti tecnici.

Per la presidentessa di Colap Emiliana Alessandrucci, quella in questione rappresenta di sicuro una norma che finalmente supera la scandalosa sentenza di Catanzaro, secondo cui doveva essere riconosciuto a un lavoratore il compenso simbolico di un euro per la prestazione offerta. Riconoscimento legittimato poi addirittura dal Consiglio di Stato, grazie a una sentenza datata 3 ottobre.

Commenti sono arrivati anche dalla presidentessa del Comitato unitario delle professioni (Sup) Marina Calderone e dal presidente della Rete delle professioni tecniche Armando Zambrano (Rpt). Mentre la prima chiede ulteriori chiarimenti e interventi sulle modalità di applicazione delle norme alle professioni non regolamentate, il secondo è convinto del fatto che la normativa è un rimedio a molti sbagli commessi in precedenza, ma che può comunque essere migliorata.

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano avvisa che bisogna chiarirsi ulteriormente le idee sulla questione e il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi spiega come adesso il suo Ddl sia destinato a fermarsi per essere sostituito con un provvedimento più incompleto nei contenuti, ma al contempo anche in grado di meglio esprimere un concetto importantissimo.

Pareri favorevoli arrivano poi dagli Ordini e dalle Casse di previdenza rappresentati dal presidente dei commercialisti Massimo Miani e dal presidente della Cassa geometri Diego Buono: in entrambi i casi c’è sostegno e prevale la speranza di poter fare ancora meglio per dare supporto a una classe di lavoratori che in Italia rappresenta ormai una percentuale piuttosto alta (siamo infatti uno dei paesi dove la libera professione è più diffusa).

Queste tutte le novità in materia di equo compenso per liberi professionisti e freelance: cambiamenti importanti il cui obiettivo primario è certamente quello di tutelare meglio tali categorie di lavoratori.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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