Leadership strategica: 10 requisiti che fanno la differenza

Leadership strategica: 10 requisiti che fanno la differenza

Come individuare all’interno dell’impresa il Leader Strategico, figura chiave e necessaria per far fronte, nel modo adeguato, a eventuali situazioni critiche mai affrontate in precedenza

Nel mondo delle piccole e medie imprese, quasi sempre tutto ruota intorno ad una figura cardine, un leader unico che accentra su di sé tutti i processi decisionali.

Questo atteggiamento può funzionare nella routine quotidiana di un’azienda, ma quando si presenta una situazione critica e mai affrontata prima, non è detto che il leader sia in grado di dimostrare competenza, esperienza e coraggio necessari a sbloccare in modo rapido e definitivo i cosiddetti “wicked problems”, ossia quei problemi di cui spesso non sono note né le cause, né gli effetti e/o le possibili implicazioni a breve, medio e lungo termine.

Questo genere di problemi non può essere risolto con una singola decisione, e spesso costringe un’azienda a modificare radicalmente i modelli operativi finora utilizzati.

In questi casi la normale leadership aziendale non basta. Ci vuole una leadership strategica.

Come sempre, prevenire è meglio che curare. È quindi il caso di prepararsi a tali eventualità, individuando all’interno del team di lavoro il candidato o i candidati più indicati per rivestire il ruolo di leader strategico.

Certo, il titolare sei tu, sei tu che prendi le decisioni e che conosci l’azienda come nessun altro. Chissà, potresti essere proprio tu il leader strategico, ma non darlo per scontato e non partire da questo presupposto. Ciò che importa non è a chi competerà la leadership strategica, ma il fatto che all’interno della tua impresa ci sia questa figura chiave.

Le 10 regole che ti proponiamo in questo articolo possono fare emergere il potenziale leader strategico nella tua impresa, attraverso una serie di combinazioni tra sistema organizzativo e capacità individuali.

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#1 – Distribuisci e condividi le responsabilità

I leader strategici sviluppano le proprie abilità attraverso l’esercizio, e l’esercizio richiede una adeguata dose di autonomia. Autorizza anche i tuoi dipendenti a prendere decisioni, a qualunque livello essi siano.

La distribuzione della responsabilità dà ai potenziali leader strategici la possibilità di vedere cosa comporta assumersi dei rischi, incrementando così l’intelligenza collettiva, la capacità di adattamento e la resilienza dell’organizzazione, attingendo anche al pensiero di chi è solitamente escluso dai processi decisionali.

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#2 – Sii sincero e trasparente sulle informazioni

La struttura gestionale delle grandi organizzazioni segue spesso un modello militare, strutturato a comparti proprio per controllare e limitare il flusso di informazioni dai gradi più alti a quelli inferiori. Ma se i livelli più bassi ricevono solo frammenti di informazione, limitati a quanto basta per eseguire un dato compito, alla prima criticità si troveranno a dover decidere alla cieca.

Non possono avere idea di quali fattori siano realmente significativi per l’azienda, se non sanno neppure lo scopo finale di ciò che stanno facendo.

Ma se avrai incoraggiato i tuoi collaboratori a ragionare su più vasta scala, a porsi delle domande e a mettere in discussione le informazioni ricevute, allora potranno proporre delle soluzioni alternative, persino innovative. Un leader strategico sa che le informazioni non vanno nascoste, ma condivise per individuare nuove opportunità di crescita.

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#3 – Crea canali e percorsi diversi per lo sviluppo di nuove idee

Un leader strategico non soltanto propone e sviluppa nuove idee, ma sa anche come e quando rapportarle agli obiettivi aziendali. Dovrai quindi predisporre una serie di percorsi attraverso cui le nuove idee possano manifestarsi. Ad esempio puoi formare dei gruppi di discussione dove persone impiegate in ambiti diversi ma con mentalità simili possano confrontarsi tra loro. Puoi inoltre sfruttare i lati positivi delle differenze esperienziali e generazionali tra i tuoi collaboratori.

Un giovane promettente può essere affiancato da un collega più esperto ed avviato che lo stimoli a plasmare il proprio talento, così come un dipendente più anziano può imparare dalle abilità di un suo omologo più giovane, ad esempio per quanto riguarda l’utilizzo delle nuove tecnologie.

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#4 – Errare è umano

Uno degli hype dell’ultima ora, arrivato direttamente dalla Silicon Valley, è il mantra del “fail-fast”. Ovvero, sapere di poter fallire potendo ricominciare da capo senza conseguenze negative ma soltanto facendo tesoro dell’esperienza passata, al punto da inserire i fallimenti nel proprio CV. Tutto molto bello, finché non si parla del fallimento vero e proprio di un’attività. A quel punto c’è poco da stare allegri.

Ma con le dovute cautele puoi prendere in considerazione questo principio, considerando il fatto che a volte troppo tempo passato a pensare cosa fare costa molto di più di un’azione meno pianificata ma più repentina che anche se non efficace ti farà immediatamente comprendere quale strada non percorrere. L’errore, entro i dovuti limiti, è quindi una forza positiva per l’azienda.

Inoltre, è importante saper affrontare gli errori nel modo giusto. La pratica dello scaricabarile, ancora ben radicata nella cultura aziendale tradizionale, non risolve nulla. Prendendo coscienza del proprio errore, e analizzandone cause e conseguenze, un potenziale leader strategico potrà elaborare una metodologia che si rivelerà essenziale qualora dovesse ripresentarsi una simile criticità.

Inoltre, studiandone le cause, potrà definire una serie di pratiche e di controlli per minimizzare il più possibile il rischio di commettere nuovi errori. La corretta gestione dell’errore serve anche a mantenere un atteggiamento lucido di fronte a situazioni critiche, senza cedere alla tensione o al panico.

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#5 – Stimola il dialogo tra competenze diverse

Quando all’interno di un’azienda ci sono molte persone che svolgono compiti diversi, spesso ognuno resta confinato all’interno delle proprie mansioni. In ogni ufficio, reparto, divisione possono esserci potenziali strategic leader, inespressi o addirittura repressi in quanto il loro atteggiamento non è supportato dai loro colleghi. Per questo è importante fare incontrare i soggetti più promettenti dei vari settori. Così non si sentiranno isolati, e saranno più propensi a coltivare il potenziale strategico del loro modo di agire e pensare.

Non sempre è facile individuare queste persone, anche perché secondo i criteri aziendali tradizionali sono considerate persone strane, controcorrente, o – diciamolo pure – dei rompiscatole, e pertanto tendono a mantenere un basso profilo. Ma se riuscirai a farli uscire allo scoperto e ad interagire con i loro corrispettivi occupati in altre mansioni, potrai coltivare un vero e proprio vivaio strategico per tua impresa.

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#6 – Il valore dell’esperienza

La maggior parte dei corsi di formazione manageriale sono esclusivamente teorici. Generalmente è così per il semplice fatto che organizzare una lezione in un’aula è molto più semplice e meno costoso rispetto a un programma che includa anche una effettiva esperienza sul campo.

Corrisponde quindi ad una visione limitata, che non considera quello che dovrebbe invece essere un investimento a lungo termine. Assicurati che tu come i tuoi responsabili non restiate sempre chiusi in ufficio, mettersi a diretto contatto con le realtà operative di cui si è responsabili aiuta a sviluppare il proprio potenziale strategico.

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#7 – Assumi per innovare

L’assunzione di un nuovo dipendente va vista come una importante opportunità di innovazione, una ventata di aria nuova in azienda. Oltre alla valutazione delle capacità e delle esperienze del candidato, devi sapere riconoscere il valore della diversità. Non ti serve un nuovo clone, ma una persona che sappia portare il proprio vissuto ed il proprio talento nella tua organizzazione, aggiungendo nuovo valore.

Nel corso del colloquio di valutazione, cerca di individuare le sue abilità, il suo modo di ragionare, la sua empatia. Un leader strategico sa vedere contemporaneamente l’insieme ed il particolare, ed è predisposto a destrutturare un problema per poi strutturare una soluzione. È questo il tipo di figura che può agevolare il cambiamento che ogni azienda deve affrontare ogni giorno per restare al passo con i tempi.

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#8 – Porta tutto te stesso al lavoro

Un leader strategico non si affida soltanto alle sue esperienze professionali, ma attinge ad ogni aspetto del proprio vissuto, ovvero ad un insieme di nozioni, capacità, interessi, passioni. Questa attitudine lo porta ad incoraggiare i suoi interlocutori a fare altrettanto, creando così un ambiente aperto, trasparente, dove condividere pensieri, motivazioni e idee.

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#9 – Prenditi il tempo necessario

Il teorico della “Learning Organization” Chris Argyris ha elaborato il concetto di “double-loop learning”, da alcuni tradotto in italiano con “apprendimento a doppio binario”. Consiste nel “mettere in discussione non soltanto le regole per l’azione, ma anche gli assunti che stanno alla base del modello di riferimento, portando, quindi, al cambiamento anche radicale delle regole per l’azione.”

Un leader strategico deve saper utilizzare questa forma di ragionamento. Sapere quando è necessario prendersi il tempo per porsi domande come: Perché ho preso questa decisione? Quali saranno le sue implicazioni? In quale altro modo potrei agire la prossima volta? Come potrò applicare in futuro questo genere di apprendimento?

Un manager può cedere alla pressione del momento. Un errore o un progetto molto pressante possono farlo sentire senza via di scampo. Ma se ti concederai un minuto per fare un passo indietro e riflettere sulle varie fasi del processo decisionale potrai individuare quali sono state le tue scelte più azzeccate e riutilizzarle al momento opportuno. Incoraggia anche gli altri a porsi domande costruttive, cerca di fare in modo che ogni decisione venga presa in modo razionale e senza fretta o pressione.

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#10 – Lo sviluppo della leadership richiede esercizio costante

Quante volte ha sentito dire: Non si finisce mai di imparare? Un leader strategico lo sa bene e non lo dimentica mai. Ha l’umiltà e l’intelligenza di sapere di non essere infallibile e di non avere una risposta pronta per tutto. Questo atteggiamento incoraggia naturalmente le persone che lo circondano ad esprimere le proprie opinioni e a rendersi utili attingendo alle proprie esperienze e competenze.

Se saprai mantenere questo atteggiamento, non soltanto potrai apportare alla tua leadership un valore realmente strategico, ma contribuirai allo sviluppo di nuovi strategic leader nella tua azienda.

Potrai così trasformare ostacoli e sfide in opportunità di cambiamento, portando così la tua attività al successo.


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Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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