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Le distrazioni possono essere produttive, se sai come controllarle

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Controllare il telefono per attività personali è diventata una forma di dipendenza che compromette la produttività lavorativa dei dipendenti. Ma c’è una soluzione per rendere produttive le stesse distrazioni.

 

Le distrazioni digitali, in particolare i social media, sono da tempo fonte di preoccupazione per diverse aziende, imprenditori e professionisti. Un recente sondaggio commissionato da Udemy ha rivelato che il 36% dei dipendenti Millennials e Generazione Z occupa almeno due ore della propria giornata lavorativa “controllando il telefono per attività personali.

Dato che perdono tempo a causa di queste distrazioni, gli impiegati accusano stress, perdono motivazione e si sentono insicuri nei confronti di se stessi, del loro lavoro e delle loro carriere.

La maggior parte di quelli che, invece, hanno imparato a limitare le proprie distrazioni riconoscono di essere diventati più produttivi.

Questa è solo una delle moltissime ricerche che mettono in guardia rispetto a questo problema, e già da tempo si parla di digital overload, un sovraccarico digitale che rappresenta uno dei maggiori problemi nell’ambiente lavorativo contemporaneo, al punto che ormai il semplice fatto di avere uno smartphone a portata di mano rischia di compromettere le performance dei lavoratori.

È quindi un dato di fatto che sia necessario fare le prime mosse per ridurre drasticamente le distrazioni sul posto di lavoro, come ad esempio lo stillicidio delle notifiche. Ma cercando di affrontare questi problemi si rischia di finire nell’ormai celebre Comma 22 tornato alla ribalta grazie alla recente miniserie televisiva di George Clooney.

Il Paradosso del Comma 22 (Catch 22 nell’originale, formulato nell’omonimo romanzo di Joseph Heller):

“riguarda un’apparente possibilità di scelta in una regola o in una procedura, dove, in realtà, per motivi logici nascosti o poco evidenti, non è possibile alcuna scelta ma vi è solo un’unica possibilità. Nella lingua inglese viene citato, di solito, con il significato di circolo vizioso”.

– Wikipedia

Eppure, la propensione alla distrazione può avere anche aspetti positivi. Ad esempio, è ampiamente dimostrato che stimoli la creatività, come ha sintetizzato la Northwestern University nel titolo della sua ricerca “Creative genius driven by distraction.

Un altro studio ha concluso che:

“una attenzione incostante può essere alla base sia di costi che di benefici per la coscienza creativa; rumori e altri stimoli ambientali possono essere fonte di distrazione per le persone creative, e portarli a sbagliare in alcune delle cose che fanno.

Allo stesso tempo, però, la propensione alla distrazione può aiutare le persone a raccogliere anche le idee al di fuori dal loro attuale processo di informazione, portandole al pensiero creativo.”

Esiste un modo per ottimizzare la concentrazione e la creatività, ma richiede impegno e dedizione.

A quanti di noi è mai capitato di attraversare un momento di crisi lavorativa, in qui nessuno dei progetti a cui stiamo lavorando sembrava andare in porto? Momenti come questi sono in genere associati ad un crollo della produttività e della creatività, e ad una vera e propria dipendenza dalla distrazione.

Ad esempio, passare ore ed ore davanti al monitor o allo schermo dello smartphone, saltando da un contenuto all’altro, perdendo tempo a leggere cose di cui non ci interessa realmente nulla e che nulla hanno a che fare con la nostra vita lavorativa o privata.

D’altronde, la maggior parte delle app e delle piattaforme social media sono state concepite appositamente per creare dipendenza, e per trovare sempre nuove forme di coinvolgimento.

Per riuscire ad influenzare in modo rapido ed efficace il comportamento altrui ci sono sostanzialmente due strade: la manipolazione o l’ispirazione. Le grandi aziende tecnologiche hanno per lo più optato per la prima, trovando nella “economia dell’attenzione” una fonte molto redditizia.

Ed è incredibile con quanta facilità questa attrazione abbatta le nostre resistenze, che spesso ci ostiniamo a celare dietro a pensieri del tipo “Guardo solo questo video/controllo solo questo messaggio/rispondo solo a questa chiamata e poi riprendo a lavorare” o “Eh, giusto una pausetta, ci sta!”. In realtà non stiamo facendo altro che cercare di tenere a bada il nostro senso di colpa, ancora prima che si manifesti, perché sappiamo già benissimo come andrà a finire.

La causa principale è una vera e propria forma di ansia sociale, nota con l’acronimo FOMO (Fear Of Missing Out), letteralmente tradotto con: “paura di essere tagliati fuori“, caratterizzata dal desiderio di rimanere continuamente in contatto con le attività che fanno le altre persone, e dalla paura di essere esclusi da un qualsiasi evento o contesto sociale.

Per fortuna, una soluzione c’è, e consiste nel rendere produttive le stesse distrazioni.

Distrazione produttiva

Si tratta sostanzialmente di accettare e persino incoraggiare il nostro desiderio di controllare le notifiche, consultare i vari media e persino guardare i video, imponendosi però delle regole e soprattutto allenando la nostra pazienza.

Si può iniziare impostando la giornata di lavoro contemplando frequenti pause dedicate alla distrazione produttiva. Durante questi momenti di pausa, lasciamo libera la nostra mente di farsi trasportare da una cosa piuttosto che da un altra, a seconda di quello che ci ispira al momento. Infine, cerchiamo di includere anche qualche esercizio fisico, come ad esempio un momento di semplice, breve meditazione, giusto per aiutarci a rimetterci sul pezzo e a tornare al nostro lavoro con una prospettiva più fresca e lucida.

Ti accorgerai che programmare e rispettare queste pause ti darà una marcia in più in termini di creatività e produttività. Sapere che a una data ora ti concederai una pausa ti aiuterà a concentrarti su ciò che stai facendo evitando altre distrazioni.

C’è una notifica che lampeggia sul tuo desktop, o il led del tuo smartphone è in continua intermittenza? Ok, nessun problema, tanto tra 20 minuti ti prenderai una pausa e potrai controllare tutto con calma e godendoti appieno quel momento.

Non sarà facile, e ci vorrà un po’ di tempo prima di riuscire a padroneggiare questa tecnica, l’importante è concentrarsi il più possibile sul lavoro al di fuori delle pause.

Ti ricordi la Tecnica del Pomodoro per la gestione del tempo e l’aumento della produttività?

Si tratta proprio di questo: dividere il lavoro da svolgere in traguardi da raggiungere in mezz’ora, di cui 25 minuti saranno dedicati al lavoro e 5 alla pausa.

Il risultato, proprio come ha evidenziato il sondaggio svolto da Udemy, sarà che non solo ti sentirai più creativo/produttivo, ma anche più felice. Nel sondaggio, tre quarti delle persone intervistate hanno imparato a ridurre le distrazioni e hanno constatato di essere diventate più produttive, mentre il 56% ha affermato di lavorare in modo più sereno e, quindi di essere più felice.

Assumere il controllo

Può sembrare più facile a dirsi che a farsi, ma in realtà basta volerlo. È sempre una questione di volontà. Ogni giorno ognuno di noi ha diverse opportunità di cambiare il proprio comportamento, di abbandonare le cattive abitudini, come il controllo compulsivo delle piattaforme social media, che addirittura rischia di compromettere la nostra propensione psicologica alla reciprocità sociale e fa sì che sia così comune vedere due persone sedute allo stesso tavolo che non interagiscono tra loro perché intente a smanettare sui rispettivi smartphone.

Si arriva al punto che FOMO passa da essere l’acronimo di “fear of missing out” (paura di essere tagliati fuori) a quello di “finally over missing out” (finalmente non più tagliato fuori).

La distrazione produttiva è un ottimo modo per equilibrare curiosità e concentrazione, massimizzando la misura in cui saprai sia “cercare attivamente input diversi” che concentrarti sul lavoro che stai eseguendo.

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...

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