Liquidità aziendale e flussi di cassa: 6 punti per evitare guai

Liquidità aziendale e flussi di cassa: 6 strade per non trovarti nei guai

I flussi di cassa sono indicatori dello stato di salute di un’impresa. Vediamo quali sono i 6 centrali accorgimenti per gestire al meglio i flussi di cassa, la liquidità aziendale e prevenire crisi aziendali

I flussi di cassa – cash flow, nella forma inglese ormai di uso comune – rappresentano i movimenti di liquidità, quindi denaro, che entrano ed escono dall’impresa. Generalmente si misurano su base mensile, trimestrale o annuale.

I flussi di cassa sono i principali indicatori dello stato di salute di un’impresa, e sono cruciali soprattutto quando si parla di attività appena avviate. A causa di flussi di cassa deboli o troppo scostanti, un imprenditore su quattro è costretto a chiudere i battenti dopo il primo anno di attività, mentre due su quattro non riescono a mantenerla per più di cinque anni.

Ma non temere, analizzando a fondo i vari problemi e prendendo e relative contromisure, potrai avere una visione più accurata della situazione della tua impresa ed agire di conseguenza.

In questo articolo ti presenteremo alcuni dei problemi più frequenti e le loro potenziali soluzioni.

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#1 – Come gestisci la tua contabilità?

Ti è mai capitato di chiederti: “Perché lavoro così tanto eppure i miei guadagni sono così deludenti?”?

Speriamo di no, ma se è successo molto probabilmente è perché non hai tenuto un elenco accurato dei pagamenti ricevuti e di quelli insoluti, o magari hai rimandato l’emissione di alcune fatture fino a dimenticartene del tutto.

Molti imprenditori trascurano l’aggiornamento e l’organizzazione della contabilità, perché sono troppo impegnati a gestire le attività produttive della loro azienda.

Se davvero pensi di essere troppo occupato per seguire anche gli aspetti amministrativi (e fiscali) della tua attività, e non puoi permetterti di assumere qualcuno che lo faccia al tuo posto, puoi ricorrere a un software che ti aiuti a mantenere la tua contabilità ordinata e aggiornata.

In questo modo, potrai verificare in ogni momento da quali clienti sei in attesa di pagamento, e potrai ottenere dei report periodici su entrate e uscite che ti consentiranno di comprendere e monitorare più agevolmente i flussi di cassa la liquidità della tua impresa.

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#2 – Crediti inesigibili

I crediti inesigibili sono importi dovuti che non possono essere pagati dal debitore. Per un’impresa appena avviata possono costituire un duro colpo, ma se non avrai impostato fin da subito una politica aziendale per tutelarti da questo rischio, prima o poi dovrai affrontare questo tipo di situazione.

Si tratta in sostanza di definire una serie di regole da comunicare ai potenziali clienti ancora prima di iniziare un rapporto con loro. Questo aspetto è fondamentale soprattutto nel caso di una start up. Una volta avviato un rapporto di lavoro, difficilmente potrai cambiare le regole “in corsa”, e anzi correresti il rischio di apparire scorretto e passare addirittura dalla parte del torto.

L’importante è agire tempestivamente al primo segnale. Lasciando che il credito si accumuli e raggiunga importi sempre maggiori, il rischio che diventi inesigibile aumenta esponenzialmente.

Prevedi una formula standard per inviare una mail di sollecito, un semplice reminder. Nel caso di accordi che prevedano da parte del cliente un pagamento a 60 o 30 giorni, prendi esempio dalla società di assicurazione della tua auto o da tuo provider di servizi internet, che iniziano a ricordarti la scadenza del pagamento 30 giorni, 15 giorni, una settimana prima.

Se il problema persiste, sii inflessibile e blocca la fornitura di servizi o di prodotti finché non avrai chiarito la situazione con i cliente insolvente.

Se hai qualche sospetto sull’affidabilità di un potenziale cliente, puoi chiedere un deposito cauzionale o un anticipo a inizio lavoro, o impostare delle tranches di saldo suddivise in vari step, magari in base all’avanzamento dei lavori. Questo sistema, in verità, può essere applicato a qualunque cliente, non soltanto a quelli a rischio.

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#3 – Entrate e uscite sfasate

Se i termini di pagamento dei tuoi clienti non sono allineati a quelli dei tuoi fornitori rischi di incorrere in flussi di cassa negativi destinati inevitabilmente a peggiorare nel tempo.

Ad esempio, se i tuoi clienti ti pagano a 60 giorni, ma i tuoi fornitori devono essere pagati a 30 giorni, potresti dover affrontare questa eventualità.

Come si è già detto, rinegoziare i termini di pagamento con clienti e fornitori a rapporto già avviato può metterti in cattiva luce, anche se, nel caso di collaborazioni avviate da tempo e consolidate da un rapporto di reciproca fiducia, può essere una strada percorribile.

In assenza di tali condizioni, puoi proporre una piccola percentuale di sconto in caso di pagamento anticipato o abbreviato.

Come ulteriore soluzione, puoi ricorrere al tuo istituto di credito per richiedere una forma di factoring, in modo da ottenere liquidità per la tua impresa man mano che emetti fatture o preavvisi, o presentando come garanzia contratti e lettere di incarico.

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#4 – Mancato profitto

Va da sé che mancanza di profitto porta a mancanza di liquidità. La quantità di tempo che un’impresa impiega per trovarsi a corto di liquidità dipende da molti fattori. In ogni caso, nessuna azienda può restare senza risorse per troppo tempo.

Le imprese che possono attingere a riserve di denaro da precedenti profitti o a qualche iniezione finanziaria possono sopravvivere per un po’, ma a lungo termine le perdite avranno comunque il sopravvento.

Se la tua impresa è in perdita, devi capire quali ne sono le cause e affrontarle prima possibile.

Una gestione più accurata delle spese, un adeguamento dei tuoi prezzi o tariffe e una politica di promozione e vendita più incisiva possono aiutarti a migliorare una situazione di questo tipo.

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#5 – Previsione di cash flow

Prevedere i flussi di cassa di un’azienda è fondamentale. Se la tua impresa è abbastanza strutturata è un’operazione che può essere condotta internamente, altrimenti puoi rivolgerti al tuo commercialista o ad uno studio di professionisti.

L’obiettivo è quello di prevedere in quale periodo potrà verificarsi un deficit di liquidità e quando invece un surplus. Otterrai inoltre un quadro più dettagliato di quanto la tua impresa dovrebbe guadagnare per restare in attivo.

Confrontando la situazione del momento con quella ipotizzata dalla previsione di cash flow, otterrai molti dati interessanti, e in caso di discrepanze potrai prendere le relative contromisure.

Ad esempio, se dovesse risultare che stai spendendo in energia elettrica più di quanto avevi preventivato, puoi controllare i tuoi consumi ed ottimizzarli. Se la tua bolletta del telefono è troppo alta rispetto alle previsioni di quella voce di spesa, puoi intervenire cercando nuove offerte da altri operatori.

Aggiorna la tua previsione in base alle discrepanze riscontrate e alle soluzioni utilizzate, in modo da renderla sempre più accurata e realistica, e ricorda che questa pratica costituisce una importante risorsa per aiutarti a prendere decisioni importanti, come tagli delle spese e nuovi investimenti.

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#6 – Il passo più lungo della gamba

È comprensibile che tu voglia aumentare il tuo business ed espandere la tua attività, ma spesso una crescita troppo rapida può causare problemi di cash flow che possono danneggiare la tua impresa.

Esempio: sei una piccola azienda che opera nel settore IT. Arriva un cliente che pretende un grosso progetto sviluppato in 12 mesi. Un’occasione allettante per un “salto di qualità”, ma per seguirlo e portarlo a termine sei costretto ad ingaggiare personale extra, e ad un certo punto ti trovi in difficoltà perché non puoi permetterti di pagare queste persone finché il cliente non ha pagato te.

Sei quindi costretto a ricorrere a forme di finanziamento e prestito, indebitandoti. Quando finalmente il cliente ti ha pagato, puoi pagare il tuo debito alla banca, con i relativi interessi.

Certo, può essere un rischio che vale la pena correre, a questo lavoro potrebbero seguirne altri ed aumentare di fatto il tuo giro d’affari, ma valuta attentamente la situazione prima di fare un salto nel buio.

Le piccole e medie imprese si trovano spesso di fronte a scenari del genere. I problema è che a volte non li riconoscono, ed è lì che iniziano i guai.

Tenendo conto di queste – ad altre – eventualità, e sviluppando le soluzioni più adatte a mantenere flussi di liquidità positivi e regolari, potrai garantire alla tua impresa lunga vita e prosperità.

Photo credit: USAG- Humphreys – cc


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Lorenzo

Mi occupo in Danea di progettazione e sviluppo software ...e many other things. Nel 1992 dopo l’esame di maturità compro il mio primo PC: un 386 con 8 MB di ram… Da lì comincia la mia carriera prima ...

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